I tre uomini d’oro della contraffazione di marche da bollo

MALVIVENTI Usavano sistemi innovativi e tecniche d’avanguardia

Tecniche operative e sistemi d’avanguardia per falsificare marche da bollo comunemente utilizzate per i ricorsi amministrativi. I finanzieri del nucleo polizia tributaria di Roma hanno messo fine all’attività illecita di una banda composta da tre uomini, che a Velletri aveva allestito un vero e proprio laboratorio per ottenere prodotti di «eccellente qualità».
Le indagini sono iniziate nel dicembre 2008, quando le fiamme gialle hanno ricevuto alcune segnalazioni in cui venivano evidenziate anomalie in merito alla corrispondenza tra il valore versato e l’importo stampato su marche da bollo apposte su documenti per uso pubblico. I controlli hanno preso in esame atti e ricorsi appurando che i contrassegni sostitutivi, apposti su tali documenti, erano stati abilmente contraffatti mediante una raffinata ribattitura dell’importo che contraddistingue il valore bollato.
Servizi di appostamento e pedinamento hanno portato così i finanzieri sulle orme dei soggetti che materialmente si occupavano della falsificazione e in particolare al titolare di una rivendita di Velletri. Così, eseguiti i necessari riscontri, è stata effettuata una perquisizione presso l’esercizio commerciale, dopo aver preliminarmente appurato che al suo interno era stata venduta l’ennesima marca da bollo falsa a un ignaro avventore. Moltissime le persone truffate, la maggior parte delle quali non è resa conto di nulla. In manette, però, è finito il soggetto che materialmente si occupava della falsificazione.
L’uomo è stato stato trovato in possesso di un rotolo di marche da bollo in bianco, sul quale si stava accingendo a stampare un importo falso, nettamente superiore al valore di emissione delle stesse.
Come per magia una cifra iniziale di 15 euro, spesso veniva trasformata in 250, 500 o addirittura 1000 euro, con guadagni di rilevante ammontare. Nel corso delle indagini è stato anche scoperto il locale utilizzato per la falsificazione dei contrassegni sostitutivi, nonché il materiale tecnico e informatico utilizzato a tale scopo, risultato particolarmente innovativo.
A piede libero, invece, sono state denunciate due persone, che facevano parte del sodalizio criminale. Da un primo esame si è scoperto che l’illecita attività si protraeva da oltre due anni, con guadagni settimanali dell’ordine di svariate migliaia di euro. La guardia di finanza alla fine ha sequestrato in totale circa 800 contrassegni falsi, per un controvalore di quasi 40.000 euro, l’attrezzatura utilizzata per la contraffazione, 100 cartucce calibro 357 magnum e circa 11.000 euro in contanti.