I trucchi di Alonso durano poco stupisce in prova, scoppia in gara

L e macchine sono perfettamente uguali, giurano i tecnici di Maranello; tutto il resto è dovuto ai piloti. Spiacente, ma, quando ci sono fino a 4 km/h di differenza nella velocità di punta, bisogna cambiare registro. Si potrebbe anche concludere che Raikkonen e Massa abbiano due diverse attitudini nella ricerca del set-up, con differenti sostegni da parte dei loro rispettivi ingegneri di pista. E alla fine è lecito chiedersi se questi ingegneri si parlino tra loro e mettano tutte le carte in tavola durante le riunioni presiedute dai direttori. Comunque, in attesa di capire meglio il nuovo corso del Cavallino, dopo il tramonto del vecchio patto di non belligeranza, bisogna rilevare che il Gp di Spagna ha assegnato il ruolo di numero uno a un Raikkonen ineccepibile, dalle prove alla bandiera a scacchi, e che Massa è stato abbastanza positivo in gara, pur in condizioni facilitate dalla lieve inferiorità delle macchine a confronto. E parliamo soprattutto di McLaren e Bmw, visto che i «trucchi» di Alonso son durati poco: 1°) la leggerezza in qualifica, tanto da indicare nel primo stint (compresi i due giri in regime di safety-car) una riduzione di peso pari a poco più di 10 kg, non poco su una pista da 0,035" per chilogrammo sottratto; 2°) un motore tiratissimo, allestito proprio per sbalordire in prova, ma senza affidabilità, tanto da andare in fumo a metà percorso. Aerodinamica pretestuosa; ma ditelo agli (motoristicamente) analfabeti della Rai-Tv: quelle che loro chiamano pinne, sono delle derive! Per Bmw restano alcuni limiti di bilanciamento-vettura e scarso launch, mentre per McLaren manca chiaramente una guida tecnica. E poi, che sfortuna, con questi sassi che colpiscono le ruote anteriori, come già nel 2007: eppure la pista di Montmelò non è sembrata sassosa... Con dischi, portamozzi e cerchi che si possono spezzare per conto proprio; e con caduta di pressione-pneumatici come conseguenza, non come causa.