I trucchi sui numeri

Il Pil nel 2006 è cresciuto dell'1,9%. Questo è un gran bene per il nostro Paese e vuol dire due cose. La prima che l'economia italiana nel 2006 era già in ripresa e non c'era quel diluvio universale con il quale il centrosinistra ci ha ammorbato per tutta la campagna elettorale. La seconda che questo governo con questa ripresa non c'entra un fico secco.
Il Pil, che poi non è altro che la somma di tutto ciò che produce una nazione, quando aumenta così in modo sostenuto può avere una causa legata all'economia internazionale. Il nostro Paese è un Paese che esporta molto ed è chiaro che se all'estero consumano di più i nostri prodotti, noi produciamo di più e il Pil aumenta. Se il Pil aumenta, però, può essere anche a causa di ciò che ha fatto un governo negli anni precedenti. Nella storia del pensiero economico dalla Grecia ad oggi, duemilaseicento anni, solo il professor Prodi ha formulato la teoria che il Pil di un anno aumenta grazie al governo dell'anno dopo. Miracoli della scienza. Avete mai sentito dire che la causa viene dopo l'effetto e che l'effetto viene prima della causa? Sarebbe come dire che un bambino viene al mondo prima della madre. Sempre dall'Istat ci fanno sapere che il deficit del 2006 sarebbe stato poco più del 2%. Il governo ha infilato in questo deficit due debiti perversi: Tav e rimborso dell'Iva (ci vorrebbe troppo tempo per spiegare) con salti mortali che neanche al circo Togni ed ecco qua che l'hanno portato ad oltre il 4%. Un maligno penserebbe che lo abbiano fatto per non dare troppa gloria al governo precedente dopo aver detto che le finanze pubbliche erano allo sfascio.
C'è poi il dato della pressione fiscale che nel 2006 sarebbe salita al 42,38%. Anche qui, naturalmente, tutta colpa del governo precedente. Il governo precedente le tasse individuali, quelle che paga ogni cittadino e impresa, le ha diminuite. Già un bel po' di anni fa un economista che si chiama Arthur Laffer divenne noto per la curva che prese il suo nome, la curva di Laffer appunto, dove dimostrava che i tagli delle imposte possono produrre un aumento del gettito fiscale. I cittadini pagano meno tasse ed aumenta il gettito fiscale. Come è possibile? Semplice: ne pagano meno ma proprio per questo cresce il numero di quelli che le pagano. Naturalmente questi geni della finanza pubblica italiana che abbiamo al governo, in particolare il ministro Visco, sorriderebbe di fronte a questa interpretazione. Peccato che dove lo hanno fatto ha funzionato. Del resto funzionò già nel 1995 dove il gettito dell'Irpef aumentò perché l'allora governo Berlusconi, nel 1994, scrisse una Finanziaria dove le tasse che i cittadini dovevano pagare venivano diminuite. Lo rilevò anche la Corte dei conti. Al cuore di questa ripresa ci sono gli imprenditori italiani. Basti pensare che un settore in difficoltà come quello tessile non solo ha reagito alla crisi ma ha la Cina come terzo Paese nel quale esporta. Pensate cosa potrebbe fare questa economia se non avesse sul collo una Finanziaria tutta tasse.