I tunisini fanno il tifo con i cinesi Sudamericani tra balli e mundial

I luoghi di incontro dove le varie comunità presenti a Milano andranno a seguire le partite delle loro nazionali

Claudio De Carli

Il presidente dell’istituto culturale islamico, El Shaary, spiega la situazione: «Non diamo indicazioni sul calcio ai nostri fedeli. Li lasciamo liberi di scegliere, io per esempio sono milanista». Pausa di riflessione. Spieghiamo al presidente che il mondiale è per nazioni e non per club, ma con molto garbo. Lui si fa una risatina e precisa: «In realtà la nostra comunità si trova in quei bar con l’antenna parabolica, o a casa di qualcuno che ha Sky... ma chi c’è?». Tunisia-Arabia Saudita è la prima partita del girone H e si gioca il 14 giugno alle tre del pomeriggio: «Ci interessa di più la Tunisia - dice El Shaary -, ma loro si radunano alla trattoria cinese di via Guerzoni, davanti ai Giardini pubblici, dove ci sono addirittura due schermi, uno gigante». E anche questa è fatta: gli islamici ai Giardini e gli americani al pub: difficile che si incontrino, perfino il tabellone Fifa ipotizza un eventuale incrocio solo in semifinale a Monaco il 6 luglio, data in cui probabilmente entrambe le delegazioni saranno davanti a un piatto di montone tritato o di uova al bacon nelle rispettive dimore. Gli inglesi invece sperano, una comunità che sfiora le 40mila presenze: hanno vinto un solo mondiale proprio contro i tedeschi, adesso sperano si ripeta quella finale: «Il più frequentato è il The football english pub, in una traversa di via Torino - dice Joanna Headon, ufficio stampa del consolato -, credo che la maggior parte di noi le vedrà lì». Di certo non gli irlandesi che al mondiale non ci sono, difficile tifino per l’Inghilterra e comunque preferiscono il Tocuenahoney, in corso Venezia. Cauti e molto italianizzati i giapponesi, circa 5mila, tutti o quasi dipendenti di aziende a Milano for business. Il loro punto di ritrovo è la scuola giapponese di via Arzaga ma la maggior parte tiferà Italia o Brasile e vedrà la partita a casa di amici milanesi.
Tutti gli argentini alla Comuna Baires di via Parenzo 7, Sudamerica all’estremo, immensa la colonia africana, 5 squadre al mondiale, da almeno 30 anni si scrive che saranno il calcio del futuro, seguire il mondiale con loro sarà divertente: alla Fabbrica del vapore di via Procaccini 4 verranno proiettate su un megatelone tutte le partite delle nazionali del sud del mondo, più quelle dell’Italia. L’evento nell’ambito dell’Africamilano festival, quindi concerti, colori, vibrazioni e belle cose. Con loro anche gli ecuadoregni, stesso posto e identico scopo, con il patrocinio di SosItalia, onlus per bambini abbandonati, e il sostegno della Fifa. I più scatenati sembrano proprio loro che al grido Vive tu sueño si trovano anche al Paraiso del ritmo di via Toffetti 73 per El partido en la pantalla gigante, 10 euro con la consumazione. Il programma prevede di bailar fino alle sei del mattino e lotterie con in palio magliette da calcio, per chi avesse perso il conto sono circa 25mila gli ecuadoregni in città. Sono nel girone con Germania e Polonia, per loro si prevedono tempi brevi, anche perché i tedeschi non organizzano solo il mondiale ma molto di più: «Siamo circa in ottomila - spiega il console generale aggiunto Felix Klein -, e nel ’74, durante il mondiale tedesco proprio la partita con la Polonia creò molte tensioni. Ora si ripete e vorremmo cogliere l’occasione per rappacificarci: li abbiamo invitati tutti al Mariott in occasioni della partita, anche pensando che loro a Milano sono in 2mila e il 90 per cento sono... donne».