I turisti di Laigueglia scendono in spiaggia. A meditare

Lì per lì pareva un giochino, un banale diversivo al tran tran quotidiano spiaggia-nuotata-spiaggia-long drink ghiacciato sotto l’ombrellone. In pieno clima d’ozio vacanziero. Poi, i partecipanti alle sedute organizzate dai titolari dei bagni «Franco» di Laigueglia si sono appassionati all’invito - «meditate, gente, meditate, e spogliatevi dello stress che vi rode dentro!» - con un entusiasmo addirittura contagioso. Tanto che la clientela disposta a meditare si è moltiplicata, decretando il clamoroso successo dell’iniziativa. Che è presto detta: chi tira tardi sulla battigia (diciamo nell’ora che volge al desio, e pruriti simili) si sente convocare dal bagnino di turno, il quale, dismesso il costume da baywatch, indossa la veste del guru. Segue il sequestro dei telefoni cellulari, l’intimazione a formare un cerchio con gli altri adepti e, infine, l’ordine perentorio di stare zitti e mosca in quella posizione per un’ora. Possibilmente, meditando sui malspesi ed anche sulle marachelle della giornata.
Non è finita. Questa specie di full immersion autogestita nell’intimo personale prevede un’appendice: che, trascorso il tempo dedicato al pensiero, ciascuno passi all’azione scrivendo su un bigliettino la serie di peccati commessi nelle ultime ventiquattr’ore. Quasi una sorta di purificazione integrale di stampo catartico, ben più necessaria, a quel punto, della semplice pulizia personale dai residui oleosi della protezione solare spray. Il giorno dopo si replica: stessa spiaggia, stesso mare, stesso bagnino, e altri peccati. Resta il dubbio: ma non c’è niente di meglio da fare, in vacanza? Meditate, gente, meditate. Anche senza scrivere bigliettini: scommettiamo che fanno venire lo stress?