«I turisti meritano più spettacoli»

D iciamo la verità: a girare per Milano, tutto pare tranne che agosto, e non solo per le precoci brume autunnali. Le vie, soprattutto quelle del centro, brulicano tra turisti stranieri di ogni razza e tanti milanesi che, per ragioni di budget o di sciccherìa, scelgono le vacanze mordi e fuggi. Il deserto rovente e le serrate da Far west sono fortunatamente un lontano ricordo. Tutto bene dunque? Mica tanto, perchè l’offerta di intrattenimento a questa tribù semivacanziera, fatta eccezione per i pochi ristoranti aperti e per il cinema sotto le stelle di Arianteo (ormai in attesa di beatificazione), è praticamente pari a zero. Niente concerti, niente spettacoli all’aperto, niente rassegne, niente di niente. L’ultimo evento della cosiddetta «Bella estate», a nostra memoria, risale ai primi del mese con la rappresentazione lirica del Don Pasquale nel cortile del Castello Sforzesco. Per il resto quasi nulla, a parte il festival Latinoamericando di Assago che si è chiuso a Ferragosto e che interessa una ristretta fetta di aficionados. Giovanni Terzi, «sindaco d’agosto» ed ex assessore ai Grandi eventi ammette: «Francamente non ci aspettavamo una presenza così massiccia di popolazione estiva, cosa che per altri versi ci fa piacere e a cui fa riscontro un raddoppiamento dei negozi aperti, 14mila rispetto ai 6.000 degli anni scorsi. Certo, la sera c’è poco da fare...».
Quasi nulla assessore, avete concentrato gli eventi a giugno e luglio dimenticandovi un pezzo d’estate...
«Gli anni della Milano da bere sono finiti da un pezzo e i budget sono quelli che sono, per cui siamo costretti a fare delle scelte. Del resto, se è vero che c’è molta più gente in città, i milanesi in agosto sono pur sempre il 50 per cento in meno. Comunque è ovvio che c’è da rivedere qualcosa».
È sicuro che servano grandi budget per mettere, chessò, un palcoscenico a Parco Sempione a disposizione delle giovani band o delle nuove compagnie di teatro? Magari verrebbero gratis...
«Io penso che Milano abbia bisogno di altro, cioè bisognerebbe fare in modo che in agosto la città non resti tagliata fuori come accade ora dal circuito dei grandi concerti. Il fatto è che gli organizzatori restano convinti che la Milano estiva non paghi e dunque va cambiata la mentalità...»
Allora veniamo alle cose che potete fare voi. Avevate annunciato la riapertura dell’Arco della Pace per i concerti estivi e invece non se n’è visto uno
«Lo so, se è per questo volevamo anche prolungare i concerti all’Arena fino al 10 agosto, ma non siamo riusciti a recuperare gli artisti di livello giusto, e allora si è preferito puntare tutto sul Latinoamericando. Mi rendo conto che non basta».
Ormai è andata, come pensa di cambiare le cose?
«Il pienone d’agosto è una bomba che ci è scoppiata in mano e penso sia indispensabile lavorare con un anno d’anticipo per la prossima stagione. Personalmente punterò molto sul Milano Jazzin’ Festival che vorrei ampliare portando i concerti anche nelle piazze della città».
Potrebbe essere l’occasione buona per utilizzare luoghi esterni decisamente malsfruttati, come i giardini della Besana o piazzetta Affari
«Vedremo, ma non dimentichi un fattore fondamentale che sono gli sponsor: in genere preferiscono investire su location di maggior appeal come piazza Duomo»
Che cosa si prova a fare il sindaco d’agosto?
«Porta buono: tre anni fa ad agosto a Milano ho conosciuto mia moglie e adesso ho un figlio di un anno e quattro mesi. Quelli che restano lo fanno per scelta e a volte sono i migliori...».