I turisti si baciano in spiaggia: atti indecenti, 79 arresti a Dubai

Giro di vite nel più tollerante dei Paesi musulmani. Già fermate decine di stranieri per "atti indecenti" sotto l’ombrellone. Costruite in fretta e furia alte torri per sorvegliare i bagnanti. E nuova illuminazione artificiale di notte

La pacchia è finita. Chi sognava le spiagge di Dubai, chi s’illudeva d’aver scoperto un angolo di Medio Oriente dove bikini, birra e night club non sono tabù cambi programma. Dai primi di luglio, da quella torrida notte di mezza estate in cui una svergognata inglese con troppi aperitivi in corpo s’è tirata in spiaggia un connazionale, se l’è spogliato davanti a tutti e ha preso a scarpate il poliziotto arrivato ad interrompere tanto voluttuoso trasporto, la musica è cambiata. Anzi s’è proprio spenta. I primi ad accorgersene sono i 79 sfortunati stranieri che nelle due ultime settimane sono stati fermati e accusati di flagrante impudicizia. Ma c’è indecenza e indecenza. Quella della trentenne Michelle Palmer, sorpresa a gemere sotto la luna in compagnia dell’amico conosciuto poco prima, superava i limiti del buon gusto e della tolleranza etilica. Quella degli altri 79 stranieri sorpresi ed arrestati tra sdraio e gazebo resta tutta da dimostrare. A dar retta al portavoce della polizia Zubar Haroun quell’ottantina di spregiudicati stranieri «disturbava la tranquillità delle famiglie riunite sulla spiaggia». Il colonnello Khalil Ibrahim Al Mansouri, spiega invece che le sanzioni da comminare ai 79 arrestati verranno valutate in base all’indecenza dei loro atti. «Nel nostro emirato il contatto sessuale deve a tutti i costi restare un atto privato e non può uscire dal ristretto ambito dell’intimità per sconfinare in luoghi pubblici o sul lungomare. In questi casi la violazione è assolutamente seria e richiede un procedimento legale. Ma se qualcuno degli arrestati è stato sorpreso in atteggiamenti sessuali meno gravi allora verrà rilasciato dopo il pagamento di una semplice cauzione».
Intanto però il solerte colonnello promette un imminente nuovo giro di vite e annuncia di aver deciso il dispiegamento di poliziotti in borghese per tenere sotto controllo le spiagge più frequentate da turisti forestieri. La folta comunità straniera di Dubai, un emirato con una popolazione locale di sole 250mila persone su un milione e 200mila residenti, teme però che le prodezze della signora Palmer cancellino la tradizionale tolleranza delle autorità. Il clamore suscitato dalla boccaccesca vicenda notturna ha rinfocolato le critiche degli esponenti religiosi più tradizionalisti dell’emirato e dai meno tolleranti Paesi vicini. Già furiosamente criticate per aver concesso libertà di costumi attirando prostitute russe e iraniane e infrangendo qualsiasi regola islamica sul controllo degli alcolici, sull’abbigliamento e sull’osservanza religiosa le autorità dell’emirato sembrano ansiose di esibire un rigoroso pugno di ferro.
«D’ora in poi impiegheremo del nuovo personale per garantire la sicurezza e la vigilanza, e illumineremo a giorno le spiagge per permettere alla gente di camminare liberamente e godersi il mare a qualsiasi ora» ha spiegato Abdullah Mohammed Rafia, vicedirettore per l’ambiente e la salute e nuovo guardiano della moralità dell’emirato.
Tra le dune e i bagnasciuga più famosi di Dubai l’atmosfera è in effetti già cambiata. Una serie d’alte torri installate in tutta fretta alloggeranno i tutori della morale incaricati di sorvegliare le spalline dei reggiseni, misurare la superficie coprente degli slip e l’intensità di baci ed effusioni scambiati da coppie ed innamorati. E un susseguirsi di cartelli in inglese ed arabo ricorderà ai turisti più sprovveduti che l’emirato, nonostante i suoi grattacieli, i suoi centri commerciali e i suoi bar ricolmi di birra, whisky e gin resta pur sempre un Paese musulmano.