Ma i turisti la trovano così

Sporcizia, carenza di focaccerie alla domenica, numeri civici illeggibili e assenza di toilette pubbliche. Sono le lamentele dei numerosi turisti che arrivano a Genova. E fra tratti di marciapiede dissestati, accattoni ad ogni angolo e gruppi di punkabestia con cani di grossa taglia al seguito (come il Giornale ha già documentato nei giorni scorsi, ndr) il degrado è ben visibile a partire dalla centralissima via XX Settembre e non scatena solo il mugugno dei genovesi. «Ma non potete allestire servizi di polizia che impediscano a questa gente di invadere il centro? - chiede Francesco, studente di Brescia - È scandaloso che i negozi di via XX Settembre, compresi quelli aperti di recente, siano rovinati dal degrado che li circonda». Lamentele anche per i bivacchi di giovani che bevono birra sui gradini di Palazzo Ducale e in via San Vincenzo. Ma non ci sono solo le strade sporche, piene di deiezioni canine, e i cassonetti stracolmi a scatenare critiche.
«Abbiamo visitato l'Acquario e poi visto la passeggiata a mare di corso Italia - spiega una coppia di Novara - ma, essendo domenica, quasi tutti i bar della Foce erano chiusi e abbiamo cercato in lungo e in largo una focacceria senza trovarne una, finché un signore ne ha indicata una sempre aperta in via Barabino. Abbiamo scoperto dopo dov'erano i locali aperti, ma servirebbero dei cartelli con l'indicazione della via più breve per raggiungerli, altrimenti si vaga senza meta». E ci si mettono pure i numeri civici a scatenare liti e disorientamento. «Siete una città scassata, come certe zone del Sud che ho visitato di recente» - attacca un milanese furibondo, all'angolo tra corso Torino e via Pisacane - scatenando le reazioni dei genovesi punti sul vivo. Tornata la calma, il «foresto» spiega che stava cercando un numero rosso alla Foce e che la numerazione, spesso, è talmente sbiadita da risultare illeggibile. E in effetti, in tutta la Foce e nel centro città ci sono troppi numeri civici ormai cancellati. Per non parlare dell'idea di numerare i palazzi in alto, sopra ai portoni, ad esempio in viale Brigata Bisagno e Partigiane. E tra ingressi parzialmente anneriti dai gas di scarico delle auto e ricerca affannosa dei numeri, scattano altre lamentele: «Non potevate numerare a lato del portone, dobbiamo farci venire il torcicollo per leggere un numerino annerito?».
Ma purtroppo non è ancora finita. «Abbiamo notato - spiega una signora di Arezzo - che durante le manifestazioni, come la fiera di S. Pietro alla Foce, sono state installate le toilette mobili, che poi vengono rimosse a fine giornata e non si possono più utilizzare. Inoltre, in molti punti di Genova, non c'è nessun tipo di servizio igienico, simile alla toilette diurna che avevate in piazza De Ferrari, chiusa ormai da anni. Non mi sembra un modo civile di accogliere i turisti».
A dire il vero, esiste l'albergo diurno di Largo Pertini ma è aperto a domeniche alterne, per carenza di personale, e dal 5 al 25 agosto chiuderà del tutto per interventi di manutenzione.