I valori di mio padre sono i miei: amore per il lavoro, generosità, tenacia e rispetto

RomaL’intenzione probabilmente era quella di aggiornare e riciclare lo slogan che il comico americano Mort Sahl coniò per il presidente Richard Nixon. Il famoso «Comprereste mai un’auto usata da quest’uomo?». Peccato che le copie non vengano mai bene come gli originali. E che Dario Franceschini - forse un po’ arrugginito come scrittore - ce l’abbia messa tutta per fare venire particolarmente male la sua.
L’idea è maturata ieri pomeriggio mentre il leader Pd viaggiava in treno. Alla stazione di Albenga la dichiarazione: «Fareste educare i vostri figli a un uomo come Silvio Berlusconi?». E ancora: «Berlusconi è un uomo politico di successo, ricco e potente. Alle italiane e agli italiani voglio fare solo una domanda: fareste educare i vostri figli a quest’uomo? Un uomo che guida un Paese deve saper trasmettere valori certi e chiari».
Frase che ambienti del Pd assicurano non essere «dal sen sfuggita». Voluta. E forse, lì per lì, deve essergli sembrato l’uovo di colombo, un cocktail di moralismo, toni dipietreschi con tanto di richiamo alla famiglia, che non fa mai male. Tutte le anime del Pd accontentate in una botta sola. Forse già immaginava la Binetti e gli ultralaici del Pd applaudire insieme, l’invidia di Di Pietro, l’ammirazione di Veltroni per la battuta in stile campagna elettorale Usa. Ma poi, forse, Franceschini si è ricordato che il presidente del consiglio è un persona in carne ed ossa. Che il frutto della sua educazione esiste, è sotto gli occhi di tutti. Figli veri, adulti, conosciuti, che di solito restano fuori dall’agone della politica. Non questa volta. E prima che calasse il silenzio sulla battuta riuscita male, sono arrivate le reazioni.
La prima di Piersilvio. Un comunicato di poche righe, pesantissimo. «Ma Franceschini come si permette? Forse sbaglio a prendere sul serio una battuta di così pessimo gusto, ma anche alla campagna elettorale c’è un limite. Io, proprio io, sono stato educato da Silvio Berlusconi. E i miei valori sono i suoi. Amore per il lavoro, generosità, tenacia e rispetto per gli altri. Quel rispetto - conclude - che Franceschini dimostra di non conoscere».
Fatta la frittata, il leader Pd ha abbozzato una marcia indietro: «Mi dispiace che» Piersilvio Berlusconi «abbia male interpretato le mie parole. Se le riascolta vedrà che non ho mai espresso, né lo farò, alcun giudizio su di lui e la sua famiglia. Ho parlato di valori che un uomo pubblico deve trasmettere al Paese». Insomma, era una domanda e forse nemmeno retorica. E poi non si parlava di famiglia, ma del politico. Distinguo un po’ burocratici che non sono bastati a fermare la slavina. Subito dopo quella di Piersilvio è arrivata la reazione della primogenita Marina Berlusconi. «Franceschini dovrebbe vergognarsi. Chi gli dà il diritto di giudicare Silvio Berlusconi come padre? Con le sue parole offende anche me come figlia. Una figlia profondamente orgogliosa del padre che ha e dei valori che mi ha trasmesso. Sarei felice per i figli di Franceschini se avessero un padre come il mio».
Poi il 20enne, Luigi: «Sono contento e orgoglioso dell’educazione che ho ricevuto e dei valori che mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia. Non vedo perché la politica si permetta di giudicare Silvio Berlusconi come padre. Si tratta di piani diversi che non dovrebbero essere mai sovrapposti». Posizione che il più piccolo dei Berlusconi condivide con le sorelle Barbara ed Eleonora. In serata i tre figli del premier e di Veronica Lario hanno deciso di fare un comunicato insieme: «Non tutto si può sottoporre ad un sondaggio. Alla domanda se un padre sia capace ad educare un figlio gli unici in grado di rispondere sono i figli stessi. La politica non dovrebbe sconfinare in giudizi relativi al ruolo di padre, che con la politica nulla hanno a che vedere. Riteniamo di essere stati cresciuti ed educati in un ambiente famigliare equilibrato e ricco di valori». Poco più tardi, i giornalisti hanno intercettato Luigi mentre andava a una cena di gala: «Sono qui per divertirmi, ho una situazione difficile da tanto tempo, non voglio parlarne». Il riferimento è alle vicende famigliari. Poi, su Franceschini: «Sono assolutamente orgoglioso di essere figlio di mio padre e di essere cresciuto nell’amore dei miei genitori. Le dichiarazioni del segretario del Pd non c’entrano niente con la politica».
Reazioni, quelle dei figli del premier, che hanno fatto passare in secondo piano la valanga di accuse piovute dal centrodestra su Franceschini. E anche le poche voci in difesa del leader Pd che si sono levate dal centrosinistra. Il portavoce Andrea Orlando, la presidente dei deputati Anna Finocchiaro e Massimo D’Alema. Tutti contro il centrodestra, ma nessuno che riprenda e dica di condividere le tesi di Franceschini.