I vandali colpiscono ancora alla Comasina

Agatha Christie diceva che tre indizi fanno una prova. E tre attentati vandalici nei parcheggi della parrocchia di San Bernardo alla Comasina sono la «prova» del profondo disagio sociale, in particolare giovanile, che attraversa il quartiere. Infatti dopo l’incendio di tre auto e un motorino l’estate del 2003, di altre tre vetture all’inizio del mese, l’altra notte i teppisti sono tornati a colpire squarciando le gomme dei veicoli di una volontaria da tempo attiva in parrocchia e di un filippino che opera come educatore volontario. «Povertà, mancanza di valori, di spazi di aggregazione ecco cosa spinge molti giovani a comportamenti asociali, tra i quali appunto questi assurdi attentati contro di noi» commenta don Luca, mentre si veste in sacrestia per la Messa. Che siano giovani, poco più che adolescenti, infatti ci sono pochi dubbi. Gli ultimi due attacchi sono venuti dopo che alcuni adulti avevano rimproverato dei ragazzini che bruciavano un cassonetto la notte di Capodanno.
Don Luca partiamo dall’inizio, qual è la composizione sociale del quartiere?
«Direi che in generale l’estrazione economica è molto bassa, quasi ai confini con la povertà, la Caritas gestisce stabilmente quasi 150 famiglie. Poi c’è un tasso molto alto di abbandono scolastico».
E la presenza di attività e spazi di aggregazione?
«Minima. Il centro anziani, il campetto da calcio... Ah, ci sarebbe la “Villetta”, il centro giovanile del Comune di via Litta Modignani. Ma è da anni occupato da un gruppetto di anarchici che hanno realizzato un centro sociale».
Questo una volta era il regno di Renato Vallanzasca?
«Be’ci veniva a trovare la fidanzata. Ora le grandi bande non esistono più, c’è solo molta criminalità da strada».
Con il consueto corollario di spaccio di droga.
«Naturalmente».
Si potrebbe parafrasare il titolo del famoso romanzo, «Cristo si è fermato in via Astesani».
«No, per carità, ci siamo noi, dunque anche Cristo».
Comunque questo è un quartiere difficile
«Facile no. Ma non conosco le altre realtà per poter dire che questa sia peggiore di altre periferie milanesi».
Adesso veniamo ai fatti.
«Martedì i proprietari di un paio di auto parcheggiate in un cortile dietro la chiesa, hanno scoperto che durante la notte ignoti vandali avevano tagliato le gomme».
Il che avviene due settimane dopo il rogo avvenuto nell’altro parcheggio. Cosa ha provocato questo odio nei vostri confronti? A chi avete dato fastidio?
«Per carità non pensi a chissà quale organizzazione criminale. Con ogni probabilità si tratta di giovani, direi poco più che adolescenti, in vena di bravate».
Ma perché?
«Guardi a fine dicembre c’è stato a Milano il raduno dei giovani che fanno riferimento alla Comunità di Taizé. Ne abbiamo ospitati alcuni qui da noi. La sera del 31 ci siamo riuniti per una veglia di preghiera. Fuori alcuni giovani hanno iniziato a sparare petardi e poi hanno anche incendiato un cassonetto. Alcuni adulti sono usciti per farli smettere... e i risultati purtroppo sono questi».