I vandali devastano l’Auditorium di Niguarda

Ad accorgersi del raid un consigliere di zona. La Digos indaga nell’area antagonista del quartiere. Testimoni raccontano di uno strano viavai già ad agosto

Roberto Bonizzi

Prima hanno svitato i basamenti di un corrimano di ferro, lungo almeno tre metri e pesante diversi chili. Quindi l’hanno usato come ariete per sfondare l’uscita di sicurezza. Sono entrati dall’ingresso secondario i vandali all’interno dell’auditorium della zona 9, in viale Ca’ Granda, periferia Nord di Milano. Il salone ora sembra un campo di battaglia. Dei 224 seggiolini almeno la metà sono rotti. Gli altri sono sporchi o malconci, da sostituire. Tutte le porte sono state scardinate e accatastate in uno sgabuzzino. La tappezzeria e la moquette a brandelli. Spezzati i corrimano in legno chiaro. I bagni sono devastati. La schiuma degli estintori, sparsa per tutto il teatro, è una crosta secca che copre il pavimento. Le botole per il controllo degli impianti, elettrico e di aerazione, sono aperte. Gli «incursori» hanno recuperato una latta con la vernice color mattone usata per dipingere il soffitto, l’hanno allungata con l’acqua degli idranti e hanno coperto le pareti di murales. «Niguarda comanda», il più evidente, dietro il sipario del teatro. Una bestemmia. Qualche frase «romantica», addirittura firmata, farebbe pensare a giovani della zona, suggeriscono gli uomini della Digos e della scientifica intervenuti per i rilievi. A terra un mosaico di vetri infranti cicche di sigarette e spinelli. Almeno un paio di settimane di «scorribande» e i danni, oggi, secondo le prime stime dei tecnici comunali, ammontano a 100mila euro.
Dalla piazza, a fianco di viale Ca’ Granda, sotto le vetrate del Novotel, a qualche centinaio di metri di distanza dall’ospedale Niguarda, una scalinata scende nel teatro, l’entrata è nascosta alla vista di chi passa sulla strada. Circostanza che lascia intuire che la «razzia» fosse iniziata già da una decina di giorni. Un ragazzino della zona, dei tanti che si ritrovano sulla piazza pomeriggio e sera, dice: «Sono tornato dalle vacanze il 27 agosto e c’era già via vai di gente». L’auditorium è (era, ormai) il vanto del consiglio di zona 9. Uno spazio, «l’unico del quartiere» raccontano i consiglieri che hanno scoperto il disastro, inaugurato da meno di un anno (il 18 dicembre scorso) e costato quasi 800 mila euro al Comune. Dopo che, proprio Novotel, lo aveva costruito in «scomputo oneri di urbanizzazione» nel piano di realizzazione di alberghi per i Mondiali di calcio del ’90. Termine tecnico che comporta, per la società privata che costruisce su suolo pubblico, un costo da versare nelle casse dell’amministrazione, convertito in questo caso in un’opera per la comunità.
Ieri pomeriggio Fabrizio Hennig, presidente del consiglio di zona 9, è passato per aprire l’auditorium insieme ai responsabili dell’associazione «Luogo ideale». Perché proprio domani, alle 15, era in programma uno spettacolo teatrale («Le mille voci del doppiaggio»), «il primo di una serie di 36 in cartellone fino a dicembre» spiega Hennig. I bambini del quartiere dovranno attendere. «Almeno fino alla fine di settembre», questa la stima del vice sindaco Riccardo De Corato dopo un sopralluogo della squadra di operai del Comune «che - assicura l’assessore ai Lavori pubblici - sono già al lavoro per rimettere a nuovo lo spazio. Inoltre sarà inserito anche un impianto di allarme anti intrusione perché possano continuare a essere organizzate dal consiglio di zona iniziative come quella che avrebbe dovuto svolgersi proprio domani».
Una storia sfortunata quella dell’auditorium di viale Ca’ Granda. Dopo la costruzione dello spazio, infatti, «avevamo lottato per anni perché fosse messo in condizione di ospitare iniziative e spettacoli» spiega Gianfranco Tucci, consigliere di zona di Rifondazione comunista. E il teatro, dopo l’inaugurazione, ha avuto vita breve. Dieci in tutto, l’ultima il 7 marzo scorso, le iniziative organizzate in questi mesi. Poi ci hanno pensato i vandali.