I vandali imbrattano ogni notte la stazione appena ripulita

«Siamo davvero sfiduciati. Perché vediamo tutti i nostri sforzi vanificati nel nulla. Eppure noi ci adoperiamo, con una pazienza certosina, per mantenere decorosa la stazione di Quinto. A qualcuno invece, basta pochissimo per mandare all'aria giorni di lavoro. Parliamo delle scritte sui muri, apparse durante la notte tra sabato e domenica. Ennesimo colpo basso, da parte di vandali, che “colpiscono” non soltanto noi, ma tutti quei passeggeri che ogni giorno stazionano sul binario uno. Una bravata, imperdonabile. Perché noi puliamo e loro sporcano. Perché i muri che noi avevamo pulito il giorno prima sono stati impiastricciati subito dopo». È lo sfogo amaro di Michele e Gianluigi i volontari del gruppo «Ferromodellistico Marcello Caroti» - l'associazione culturale presieduta da Mario Abrignani - che espone in stazione il plastico di Genova Quinto (visitabile ogni prima domenica del mese dalle 9 alle 12). I volontari - che si sono impegnati con la società Trenitalia a tenere in ordine la stazione, dietro concessione gratuita del locale, dove è esposto il plastico - denunciano infatti che dopo aver ridipinto tutti i muri della piccola stazione, tempo 24 ore e i muri sono stati ancora una volta sporcati con scritte di vernice verde.
«Imbrattati forse rende di più l'idea - aggiungono -. Non hanno avuto neanche il buonsenso di far sparire la bomboletta spray utilizzata. L'abbiamo ritrovata insieme ad un flacone di metadone. E non è l'unico sfregio: hanno sporcato i vetri; i muri della sala attesa e i segnalamenti di fine banchina. Toccherà ora iniziare tutto. E spendere altri soldi, perché la pittura, così come il materiale di pulizia costa, e i soldi li tiriamo fuori noi. Fortuna che ci sono le offerte delle visite del plastico». E con tanto di calendario alla mano Michele - che non molla la stazione neanche un minuto - spiega dettagliatamente quali sono stati gli ultimi interventi: «il 2 febbraio insieme ad altri due volontari abbiamo pulito una parte dei muri del binario uno; il 4 febbraio abbiamo pitturato anche le porte dei servizi, mentre venerdì 13 abbiamo finito di ridipingere tutti i muri della facciata principale del binario uno, compresi i vetri. E per fare un vetro ci vogliono tre ore: serve frattino, diluente, paglietta e raschiello. I passeggeri sono contenti nel vedere la stazione in ordine, e anche noi. Ma poi quando accadono certe cose, viene meno la voglia e la rabbia sale». Resta poi l'interrogativo tra volontari e pendolari se le telecamere visibili sul binario sono funzionanti o meno: «tanto insomma da scoraggiare qualche testa calda» concludono Michele e Gianluigi.