I vecchi proprietari ora rivogliono Villa Europa

Carmine Bianco: «Siamo sconcertati, ma i dipendenti sono della Life Hospital»

A proposito della manifestazione di Villa Europa di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, i proprietari della struttura ci hanno chiesto di fare alcune precisazioni. Eccole. «L’agitazione non riguarda i dipendenti di Villa Europa, bensì i dipendenti della Life Hospital. A questa società abbiamo affittato il ramo di azienda e la gestione della casa di cura dal febbraio 2004, e ora, vista l’insolvenza anche nei nostri riguardi, stiamo cercando di riottenerla con un giudizio arbitrale. Negli sviluppi di questa vicenda c’è anche da considerare il nostro sconforto personale: noi siamo tre fratelli, tutti medici, e abbiamo gestito la casa di cura lasciataci da nostro padre, anch’egli medico, per oltre trenta anni con passione e dedizione. I nostri dipendenti sono sempre stati pagati con una puntualità che rasentava la pignoleria, e siamo sempre stati i primi ad applicare i contratti di lavoro. Abbiamo sempre avuto cura delle esigenze dei pazienti, abbiamo sempre curato la scelta dei sanitari, l’ammodernamento delle attrezzature e la fornitura dei migliori materiali e presidi diagnostici e terapeutici. La casa di cura è specializzata in ostetricia e ginecologia, e una buona percentuale dei giovani abitanti dell’Eur è nata da noi, e conserva di noi un ottimo ricordo. Si può, perciò, immaginare quanto siamo sconcertati da quello che avviene oggi: il nuovo gestore con la sua finanza creativa ha seminato lo scontento e la rabbia di tutti, a cominciare dal personale che non so come abbia fatto a resistere tutti questi mesi senza essere pagato, ma che nonostante tutto, per uno spirito di servizio tipico dei buoni operatori della sanità (e ce ne sono), continuano a prestare la loro opera a favore degli ammalati; per continuare con i fornitori, anch’essi non pagati, e gli stessi medici a cui vengono persino trattenuti gli onorari. Noi fratelli Bianco siamo veramente mortificati di questa situazione; avevamo ceduto la gestione perché oramai anziani, sperando che il nuovo gestore avesse fatto prosperare la casa di cura come e meglio di noi, ma ora siamo ansiosi di riprenderla in mano, e siamo disposti a rimboccarci le maniche per restituirle la sua credibilità e affidabilità. Chiedo scusa anche ai lettori per questo sfogo ma, credetemi, davvero brutto vedersi rovinare una reputazione faticosamente conquistata e mantenuta nei decenni».