I veleni dell’ex amico E Storace s’infuria: «Teste inattendibile»

«Non ho mai visto un pentito pronunciare 166 volte l’espressione “Non ricordo” in un processo. Credo che tutti abbiano finalmente compreso l’inattendibilità del teste Pettinelli. A partire dal suo legale». Con queste parole, Francesco Storace ha sintetizzato la lacerazione di un’amicizia culminata con la celebrazione del matrimonio dello stesso Pettinelli che fu proprio Storace a officiare. Poi con il Laziogate quell’unione si è smembrata e oggi i due sono ai ferri corti. Anzi cortissimi. Uno conferma le proprie versioni nell’ennesima udienza sul caso che riguardava l’incursione abusiva nel data-base dell’anagrafe sanitaria del Comune per verificare l’autenticità delle firme riconducibili a sottoscrittori di Alternativa Sociale, movimento di Alessandra Mussolini, alla vigilia delle elezioni regionali. Ieri in tribunale nuova udienza e nuovo scambio di accuse. A Storace è andata la solidarietà di molti politici poco persuasi dal teste Pettinelli.