I Velvet cantano l’essenza della vita

I Velvet dopo il successo del tour invernale nei più importanti club della penisola, sono in giro con la tournèe estiva a calcare i palcoscenici di tutta Italia; e domani sera alle 21 saranno a Genova sul palco dell'Arena del Mare.
I Velvet suoneranno i successi degli anni passati partendo da «Boyband», tormentone e successo dell'estate 2001, per arrivare alla cover tributo cantata con Bennato «Una settimana, un giorno», alla pluripremiata «Funzioni Primarie», al successo di «Dovevo dirti molte cose», fino alle hit degli ultimi mesi: «Tutto da rifare» e «Sei felice», ultimo singolo estratto dall'album omonimo e già successo radiofonico.
C'è un filo sottile, nel nuovo disco dei Velvet, che corre, teso fra luce ed ombra, disperazione e redenzione. Fra gioia di vivere, nonostante tutto, e l'ansia del presente. Ci sono i tempi in cui stiamo passando, non facili. Ci sono le stanze quotidiane che si aprono una sull'altra, con la consapevolezza che non sempre si può ridere, che la «luna ci oscura» (Ora). Una ricerca dell'essenza, delle cose intime, che fa di Velvet la prova più scabra e diretta della band romana e nel contempo la più ricca. Non manca l'ironia, come sempre; c'è però molta più amarezza, che si mescola con un senso crepuscolare, cosciente di quello che ci sta intorno. Uno sguardo approfondito, dopo tanto vagare, su se stessi e le proprie intimità doloranti. Luoghi dell'animo in cui è difficile «credere che tutto passerà come sempre». E «Come sempre», «Fino a ieri», «Non è per me» descrivono bene questa nuova fase del gruppo. Un momento in cui conta soprattutto l'urgenza di comunicare sentimenti contrastanti, il bilico da cui si scorgono i precipizi, le svolte dell'età e i sogni che si sfaldano, pur rimanendo, in qualche modo, presenti. Esserci, a guardarsi intorno, a contemplare macerie su cui magari provare a ricostruire.
Non si tratta di un bilancio, per quanto alle spalle ci siano tre dischi, il contatto intenso con un pubblico che non ha mai smesso di esser presente, diverse collaborazioni. È più che altro un modo nuovo di farsi vitali che non ha escluso a priori nulla, proprio per agire, come carta assorbente, sulla realtà, per cantarla a fondo. Così, i testi si sono sfumati e le costruzioni dei pezzi hanno messo di fronte la melodia, gli arrangiamenti orchestrali, sempre più sottili, e l'organicità di chitarra, basso e batteria. Un pop-rock adulto, insomma, capace di controtempi, di accelerate, di momenti di ripensamento. Di orizzonti che respirano e si aprono sulle suggestioni di «Sei felice», speranza e disillusione che stanno fianco a fianco, oppure sulle paure di «Quello che resta», talvolta nient'altro che «lividi incancellabili».
In grado di rialzarsi nei vortici di «Ad ogni respiro», rugginosa e dichiaratamente rock'n'roll, una specie di atto d'orgoglio, di esistenza, anche «quando tutto sembra inutile». Un approdo da cui ripartire subito per altre storie.