«I veri comunisti? A fianco dei commercianti»

RomaUn comunista sul taxi. È Marco Rizzo (nella foto), segretario dei Comunisti-Sinistra Popolare, formazione che domani - nel 91° anniversario della nascita del Pci - celebra a Roma il suo secondo congresso nazionale (dalle 15 al centro congressi Cavour, in via Cavour 50).
«Contro Monti, Ue e Nato per il socialismo» l’aggressivo titolo della kermesse, che ospiterà anche una tavola rotonda con esponenti dei partiti comunisti francese, spagnolo e greco, ma che non perde di vista in nome dell’utopia la stretta attualità. Come la rivolta delle auto bianche contro le liberalizzazioni di Monti.
«Il moderno comunista - sentenzia Rizzo - deve capire l’essenza della lotta dei tassisti e dei piccoli commercianti».
Capire, e poi?
«Ma pensi se ci fossero i comunisti alla testa della lotta dei tassisti. Pensi se ci fossero i comunisti a guidare la rivolta in Sicilia. Noi ci sentiamo più vicini ai siciliani che alla sinistra radical chic, quella col cachemirino».
Ma i tassisti non erano di destra?
«Guardi, i tassisti riassumono l’idea di società che vorrebbero quelli che concentrano i capitali, e che non abitano certo in Italia, essendo ormai noi una delle quattro o cinque colonie europee. E infatti abbiamo un governo tecnico».
Va bene. Ma i tassisti?
«Le dicevo di questa società, che ha ormai proletarizzato il ceto medio. Ormai noi dobbiamo nascere, produrre, consumare e crepare. Lavorare molto senza socializzare, senza diritti né garanzie, e fare la spesa due volte al mese in un grande magazzino a comprare roba di qualità scadente».
Ok. Ma i tassisti?
«Secondo questa logica i tassisti devono sparire, lasciando spazio a un Montezemolo tedesco che acquista a prezzo ridicolo diecimila auto e le affida ad altrettanti extracomunitari pagati 600 euro al mese».
Addirittura.
«Senza andare troppo lontano, in Sicilia c’è una rivolta. Bene, sarebbe meglio che ci fosse una rivoluzione. Una rottura di questo meccanismo sociale».
Abbandonando questa politica?
«Ma questa politica politicienne a noi non interessa più. Il partito comunista greco ha dimostrato di avere più forza nella società che alle urne. Le elezioni devono essere una misura del lavoro che hai fatto e non l’obiettivo finale, come funziona per i partiti italiani».
Allora auguri e buon congresso...
«Congresso che si concluderà con una sorpresina simbolica che voteremo sabato. Vedrete».