I VERI GOLPISTI CHE GRIDANO AL GOLPE

Sempre più spesso torna in mente l’androide Roy Batty che in Blade Runner moriva sul cornicione di un grattacielo e ricordando di aver visto cose «che voi umani neanche potete immaginare». Io non so quanti fra gli «umani politici» dell’area liberale vedano davvero quel che sta accadendo. Si sta svolgendo un colpo di Stato strisciante condotto dal gruppo di comando della sinistra che usa una combinazione di strumenti mediatici e politici che nessuno a destra è stato in grado finora di contrastare con efficacia. Il dibattito al Senato in cui il generale Roberto Speciale è stato linciato per aver fatto il suo dovere e servito lo Stato anziché un viceministro ha fornito prove lampanti di questo golpismo di sinistra che grida al complotto essendo il complotto. Il «la» viene sempre da uno stesso giornale che ora denuncia «una nuova P2» che agirebbe nell’ombra, come la Spectre di James Bond.
È il loro «pattern»: sempre lo stesso marchio di fabbricazioni spudorate, intimidazioni e bugie di fronte alle quali i liberali, timidi e sbalorditi, in genere tacciono o si deprimono. Ed è così che mentre attacca i gangli dello Stato facendo piazza pulita con il suo «spoil system» nei servizi segreti, comandi militari, corpi dello Stato, il nascente regime, tanto arrogante quanto debole, denuncia trame oscure secondo una perfetta linea stalinista fatta di condizionali intimidatori. Conosco i miei polli: da Presidente della Commissione Mitrokhin sono stato per due volte l’obiettivo della medesima banda: la prima, quando appena eletto presidente subii una provocazione di un detenuto manovrato, e poi con la «trappola per due» – Litvinenko e Scaramella a Londra – che produsse la più impunita e devastante fabbrica di falsi, dimostratisi tutti falsi dal primo all’ultimo, ma usati come è stato usato il Polonio 210: ciò che loro contaminano, diventa intoccabile. Ora siamo alla riedizione dello spettro della P2 con una serie di menzogne riecheggiate in Parlamento, come abbiamo visto quando la parola d’ordine echeggiava mentre sul rogo si tentava di incenerire l’immagine di un servitore dello Stato come Roberto Speciale.
E dunque abbiamo udito il senatore Villone citare «devastanti scenari» e Paolo Brutti sventolare gli scalpi di Telekom Serbia e della Commissione Mitrokhin mentre Massimo Brutti, subito imitato da Russo Spena, demonizzava una trama sorretta soltanto da invenzioni. Persino Cesare Salvi ha messo mano alla logora sacca di complotti che esistono soltanto nelle bocche di chi grida al lupo essendo il lupo. Così procede l’assalto che sta espugnando lo Stato, i suoi corpi, l’amministrazione, le forze armate e di polizia, le televisioni, l’economia, la finanza e che criminalizza chiunque osi non dico opporsi, ma che soltanto faccia capire di aver capito. Dunque ha perfettamente ragione Berlusconi quando parla di emergenza democratica perché la trama procede a grandi falcate, menzogna dopo menzogna. Nel frattempo la centrale golpista ha lanciato il falso slogan della «crisi della politica» per mascherare il naufragio della propria politica e la nausea che produce nel Paese. La situazione è dunque di una gravità enorme. Riusciranno democrazia e libertà ad uscire vive senza farsi rompere le ossa dai nuovi veri piduisti?
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