«I veri moderati sono con il centrodestra»

Marzio Fianese

«Gli uomini di Veltroni sono gli stessi di Rutelli, lo stesso sistema di potere di Rutelli e del cuore del partito comunista romano degli anni Settanta». È questo uno dei passaggi dell’intervento del candidato sindaco per la Cdl, Gianni Alemanno alla manifestazione elettorale dell’Udc per la presentazione del candidato al consiglio comunale di Roma, Dino Gasperini.
Alemanno, che ha svolto un intervento dai toni molto accesi, ha anche detto che «ex sessantottini come Veltroni e Rutelli non possono capire Roma e soprattutto vogliono negare la sua identità cattolica che noi, invece, vogliamo difendere».
Secondo Alemanno «la sfida che si presenta al centrodestra per conquistare la poltrona di sindaco della città sembrava difficile e impossibile, ma dopo il risultato delle elezioni politiche che ci brucia ancora sulla pelle, vogliamo adesso una rivincita vera». Anche perché, ha aggiunto il candidato sindaco, «le nostre previsioni più nere si sono avverate, dopo il 7 aprile la sinistra ha eletto Bertinotti alla Camera e sta ora tentando di fare eleggere D’Alema a presidente della Repubblica, ma non ci riusciranno».
Alemanno ha poi polemizzato sulla lista dei moderati per Veltroni. «Rutelli parlava dei moderati, sosteneva di essere lui l’erede della Dc. Oggi Veltroni - ha detto Alemanno - che si vantava di avere con sé i moderati, ha fatto una lista di moderati e ha messo a guidarla Alberto Michelini, un candidato trombato di Forza Italia. Questi sono i moderati di Veltroni che hanno come unico punto di incontro la lotta contro Berlusconi».
Per sollecitare un impegno forte alla campagna elettorale, Alemanno ha ricordato che nel centrosinistra di Roma «c’è il più grande partito di Rifondazione comunista d’Italia ma anche quel Nunzio D’Erme che rappresenta in termini chiari un riferimento alla violenza politica». Da qui una sollecitazione a far sì che Roma diventi il primo laboratorio dove sperimentare un nuovo modello di welfare, «ispirato alla sussidiarietà e alla dottrina sociale della Chiesa» facendo una battaglia che «guardi alla famiglia, che è il primo ammortizzatore sociale».
Alla manifestazione dell’Udc è intervenuto anche Mario Baccini che ha spiegato la strategia di tutta la Cdl a Roma che non è affatto squilibrata verso la destra: «Se qualcuno avesse difficoltà a votare Alemanno - ha detto - dobbiamo spiegare che questo è un voto a un progetto culturale e non alla persona».
L’ex ministro della Funzione pubblica ha ricordato che «va contrastato il modello Roma dove tutto è il contrario di tutto. Questa - ha detto - è la città della Chiesa, dei cattolici e abbiamo invece questo neo-paganesimo, questa città senza valori dove prevale il relativismo etico mascherato da buonismo; dove invece che pensare a risolvere i problemi concreti della città, si preferisce organizzare concerti in nome dell’effimero. Per questo dobbiamo sostenere Alemanno che è testimone del concetto culturale del centrodestra».
Per sostenere Alemanno, l’esponente dell’Udc ha detto che «bisogna ripartire da Roma, una Roma che può essere laboratorio per quel ceto medio che deve essere tutelato perché sta scomparendo». Riferendosi alla scelta del candidato unico della Cdl che ha visto proprio Baccini ritirarsi dalla corsa per il Campidoglio, ha detto: «Non abbiamo fatto un passo indietro, ma due passi in avanti. Il nostro è stato un atto d’amore nei confronti di Roma».
Il neo deputato dell’Udc Luciano Ciocchetti ha rincarato la dose: «Michelini e Veltroni dovrebbero vergognarsi, i veri moderati siamo noi» ha detto polemizzando con la lista de “I moderati per Veltroni”, il cui capolista è Alberto Michelini. Secondo Ciocchetti, a Roma comunque ci sono molti problemi irrisolti, tra questi quello della casa. «Un problema che a Roma non è stato risolto - ha detto Ciocchetti - per mancanza di volontà. La giunta Storace aveva stanziato 600 milioni di euro con cui si sarebbero potute costruire 15mila abitazioni di edilizia agevolata e convenzionata. Soldi che sono ancora bloccati alla Regione».