I versi di Dante recitati in gospel a ritmo jazz

Originale rappresentazione in tre serate ambientata fra i palazzi storici del borgo

Francesca Amé

Dante a ritmo di jazz e Gospel. L'idea è venuta a due attori, Sergio Stefini e Silvia Donadoni, che nella bella cornice di Castiglione Olona metteranno in piedi uno spettacolo dedicato alla Divina Commedia dal piglio decisamente originale. Il tutto senza distaccarsi troppo dalla lezione di quel sorprendente affabulatore dantesco che è Vittorio Sermonti.
Per tre serate (il 10, il 15 e il 17 del mese) il borgo varesotto ospiterà «Nel mezzo del cammin di nostra vita» che dedica, per ciascun appuntamento, una performance artistica per ognuna delle tre cantiche dantesche. Orgoglioso dell'evento l'assessore alla Cultura Stefano Lucioni, che sottolinea come i luoghi scelti per la manifestazione siano suggestivi e ricchi di storia: l'Inferno sarà infatti messo in scena a Palazzo Castiglioni, il Purgatorio a Palazzo Branda, che gode anche di un avamposto collinare che ben si adatta alle anime purganti, e infine il Paradiso tra le decorazioni della Collegiata. Gli spettacoli prevedono una lettura interpretativa di alcune delle parti più significative del poema di Dante, come il primo canto dell'Inferno, il canto di Paolo e Francesca e quello di Ulisse e nel gran finale la soavità del trentatreesimo canto del Paradiso sarà interpretata da Silvia Donadoni con la struggente «Preghiera alla Vergine» accompagnata da una voce solista che canterà la «Mater Iubilei». La novità dell'impostazione di Stefini, che ha curato la regia delle serate, sta nell'accostare le terzine dantesche a spazi musicali di diverso genere. È il coro «Divertimento vocale» di Gallarate, diretto dal maestro Carlo Morandi, a prestare la propria voce: nell'Inferno gli compete il ruolo di chi perde la propria vita nell'edonismo e si dedica al rock e al jazz, nel Purgatorio quello di anime in pena che cantano il loro dolore, nel Paradiso quello di cantori di Dio dove si esibirà in un susseguirsi di opere tratte dalla tradizione Gospel e di preghiere cantate con l'accompagnamento di una band dal vivo. A chi storcesse il naso per la contaminazione di un grande classico della letteratura nostrana con generi musicali del nostro tempo, basti sapere che la competenza e la meticolosità del lavoro svolto dalla coppia di attori nasce da una lunga ricerca sul teatro sacro. «È un genere di spettacolo che non entra nei circuiti commerciali, ma che con parole forti parla direttamente della condizione umana e dice molto anche della nostra vita, qui e oggi», commenta Silvia Donadoni, direttrice del teatro Arcobaleno di Varese. A dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, di quanto il messaggio del sommo poeta possa parlare ai nostri cuori.