I versi della discordia

L’ELETTORE PENTITO:
In quest’anno di sventura / voglio esprimere un desiderio /pur apprezzando la bravura / con la quale lei fa il sindaco / vorrei essere anche io primo a mettere mani sul bottino / senza fare poco o niente / se non il tirapiedi del presidente /Questo solo io ti dico /tu marrano di un politico /e deriso dal pentito / il cui voto a te fu assai ambito.
IL SINDACO:
Forse tu non sei pentito / ma soltanto un po’ addolorato / perché l’elezione hai perso / e ora mi fai il verso. / Sei uno stolto impenitente / che dovrebbe essere prudente /perché un uomo vero /non insiste con il mistero / ma alla luce del sole /viene a dirmi due parole.
Se poi credi che così /tu votante strapentito /metti in dubbio il mio partito /dormi pure dolci sonni /perché mai a me fu ambito /il tuo voto assai sgradito.