I vertici degli industriali sotto assedio «C’è un tentativo di delegittimarci»

Dura nota di Confindustria che accusa Berlusconi di iniziativa «prepotente e inaccettabile». Della Valle attacca ancora il Cavaliere: ha bisogno di riposo

Massimiliano Scafi

da Roma

C’è «un tentativo prepotente e inaccettabile di delegittimarci», ma noi «siamo e resteremo un’associazione indipendente». Ci sono state «forzature e attacchi alla natura stessa della rappresentanza del sistema delle imprese», ma noi li «respingeremo». E c’è chi ha detto che noi facciamo politica, «ma noi non siamo di parte, non aderiamo a nessuno degli schieramenti partitici, noi rappresentiamo le imprese, grandi e piccole». Dopo una notte di riflessione, dopo una mattinata di «tastate di polso» al mondo politico e dopo un pomeriggio di fitti contatti telefonici tra Luca di Montezemolo e tutto il direttivo, ecco in serata la risposta del vertice della Confindustria al discorso di Silvio Berlusconi a Vicenza. Una nota dura, abrasiva. Trenta righe rivolte al cuore del ragionamento del Cavaliere. Se noi ci preoccupiamo per la situazione economica italiana, è perché «nel solco della nostra storia e delle nostre tradizioni», abbiamo i titoli per farlo. Se parliamo di crisi e di crescita zero, sostengono in Viale dell’Astronomia, non è perché siamo di sinistra ma perché «rappresentiamo gli interessi degli associati».
Le proteste della base, il malcontento dei piccoli imprenditori, gli attacchi arrivati dalla Cdl, le richieste di dimissioni. Un vero assedio, che il comitato di presidenza dell’associazione cerca adesso di rompere mandando un messaggio forte destinato sia all’interno che al palazzo politico. «La Confindustria - si legge - trae la sua autorevolezza e la sua capacità di proposta da una consolidata autonomia di giudizio che le consente di rappresentare gli interessi delle imprese, piccole e grandi, e quindi di tutti i suoi associati. Il convegno di Vicenza - aperto a cittadini, amministratori pubblici e rappresentanti politici, peraltro curiosamente aumentati ieri nella parte finale della mattinata - aveva esattamente questo obiettivo: la possibilità di formarsi delle opinioni sulla base del confronto delle idee e porre al centro del dibattito le esigenze dell'economia e delle imprese».
E questo, prosegue il comunicato, è stato possibile «finché sono state rispettate regole chiare e preventivamente concordate, così come è accaduto nei confronti con il candidato premier del centro sinistra e il vicepresidente del Consiglio». Regole disattese, secondo Viale dell’Astronomia, dal Cavaliere. Ma Confindustria ribadisce la sua neutralità: «Volerci chiedere di aderire a opzioni di schieramento partitico rappresenta una forzatura inaccettabile e un attacco alla natura stessa della rappresentanza del sistema delle imprese, che respingiamo nel modo più fermo». Confindustria, associazione di imprese e di «persone libere, che voteranno secondo il proprio giudizio», non si presta «ad operazioni di propaganda partitica da parte di nessuno». La conclusione è una risposta al Berlusconi che invitava gli industriali a frequentare meno Confindustria è più le fabbriche: «È inaccettabile il tentativo prepotente di delegittimare l’associazione e le decine di migliaia di imprenditori che riescono a coniugare l'impegno civile e associativo con il successo delle loro imprese, contribuendo così in modo determinante alla tenuta dell'economia».
Al premier replica pure Diego Della Valle: «Ho l’impressione che sia stanco morto. Ha il sistema nervoso messo a dura prova. Consiglio a chi gli vuol bene di farlo riposare».