I vescovi ciociari contro i «tagli»

Altro che eventuali «benedizioni»... Il Piano di risanamento della sanità regionale - che sta provocando polemiche a non finire per i tagli alle cliniche convenzionate e agli ospedali pubblici e per il congelamento dei cosiddetti aiuti di Stato - ha attirato su Piero Marrazzo anche gli strali della Chiesa, con due vescovi ciociari scesi in campo per contestare quelle decisioni che, in particolare, avrebbero pesanti ripercussioni sull’occupazione di un territorio già martoriato da una forte crisi industriale.
In provincia di Frosinone, infatti, il Piano di rientro delò deficit sanitario deciso dalla Regione prevede la chiusura di quattro cliniche private e dell’ospedale di Ceccano (anche se per quest’ultimo è in atto un tentativo per tenere aperti almeno alcuni reparti e garantirne una certa funzionalità), con la perdita secca di almeno trecento posti di lavoro diretti e di un altro centinaio di posti nell’indotto.
«Voglio subito chiedere un incontro con il presidente Marrazzo - fa sapere da Monte Cassino il giovane abbate Pietro Vittorelli - Sto seguendo questa vicenda della sanità con grande apprensione e chiederò al presidente di trovare una soluzione adeguata e misurata».
«È pur vero - ha aggiunto monsignor Vittorelli - che la situazione della sanità regionale è difficile, ma è altrettanto vero che bisogna fare di tutto per evitare a così tanti lavoratori e alle loro famiglie una crisi così acuta. Parlerò anche con i responsabili delle case di cura private (nel territorio della Diocesi cassinate sono due quelle che dovranno chiudere i battenti a gennaio, ndr) per capire come intervenire al meglio. Va sicuramente trovata una soluzione e io voglio dare il mio contributo per scongiurare la perdita di un lavoro per tante famiglie».
Da Sora, territorio sul quale insistono le altre due cliniche di lunga tradizione che pure la Regione Lazio ha deciso di chiudere, arriva invece la voce del vescovo Luca Brandolini, preoccupato anche lui per le ripercussioni sul territorio: «Avverto l’esigenza - ha detto il capo della locale diocesi - di salvaguardare i diritti dei lavoratori di queste cliniche, oltre alla necessità di salvaguardare strutture efficienti. Si può e si deve fare qualcosa per conciliare l’esigenza di un ridimensionamento delle spese sanitarie con quella di tante persone che vi lavorano».
Nel Sorano le due cliniche sono inoltre un punto di riferimento per la sanità di un comprensorio molto vasto e lo stesso monsignor Brandolini ha riferito di essersi servito delle strutture.