I vescovi: «La crisi? Una bugia dire che il governo non ha fatto nulla»

RomaDire che il governo non ha fatto niente contro la disoccupazione «sarebbe una menzogna» e «una strumentalizzazione». Lo ha dichiarato ieri il Segretario della Conferenza episcopale italiana, monsignor Mariano Crociata, incontrando i giornalisti a margine dei lavori dell’assemblea generale della Cei. Il vescovo ha voluto precisare che la Chiesa non ha l’intenzione di bocciare o promuovere l’azione del governo, riequilibrando alcune interpretazioni date alle parole pronunciate il giorno prima dal cardinale Bagnasco sulla crisi.
Come si ricorderà, lunedì pomeriggio, durante la prolusione, il presidente dei vescovi aveva detto che proprio in questo periodo «la crisi tocca in modo più diretto, quasi cruento, la realtà ordinaria delle famiglie» e aveva auspicato per esse «un fisco più equo». Il cardinale aveva criticato «tempi e modi sbrigativi» con cui le imprese reagiscono alla crisi azionando la leva dei licenziamenti, «come si trattasse di alleggerire la nave di futile zavorra»; aveva ricordato che a pagare per primi sono «i lavoratori non garantiti», definendo «davvero modesti» gli ammortizzatori previsti.
«Noi non siamo – ha spiegato Crociata ai giornalisti – un soggetto politico che deve dare patenti o riconoscimenti. Siamo un soggetto pastorale che se vede una situazione di crisi, si sforza di proporre segni, gesti, e di mettersi in gioco». «Il fenomeno della disoccupazione, al di là delle quantificazioni – ha continuato il Segretario della Cei – è davanti ai nostri occhi, ma non vogliamo dire che il governo non ha fatto niente, perché non è vero, perché sarebbe una menzogna, una strumentalizzazione. Il governo ha fatto quello che ha ritenuto di dover fare. Noi richiamiamo l’attenzione sui bisogni che ancora persistono».
«Noi ci preoccupiamo – ha detto ancora il vescovo – di invitare all’impegno. Se è stato fatto il massimo, bene, ma bisogna fare ancora perché i problemi sono presenti e non trascurabili. In questo spirito noi ci poniamo con l’iniziativa del Fondo di Garanzia per le famiglie il cui valore come questo gesto di solidarietà è stato riconosciuto. In questo spirito noi guardiamo a questo momento. I vescovi esprimono un incoraggiamento a fare sempre di più e meglio, in momento difficile per tutti, nel quale ci rendiamo conto di come questo richieda attenzioni e valutazioni complesse».
Crociata ha risposto anche a una domanda sulla proposta avanzata dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi di una moratoria dei licenziamenti. Pur precisando che la Cei non intende pronunciare giudizi specifici nel merito, ha osservato che la proposta della moratoria, «come tutto ciò che può migliorare le condizioni del lavoro, non può che vederci ben contenti e soddisfatti per l’attenzione che viene rivolta ai problemi del Paese, alle fasce sociali più deboli della popolazione».
Il Segretario della Cei ha anche reso noto che i vescovi hanno rinunciato alla cena offerta come di consueto dalla nunziatura presso l’Italia per devolvere il denaro così risparmiato alle famiglie terremotate dell'Abruzzo.
Durante la conferenza stampa, infine, Crociata ha parlato anche dell’Europa, auspicando un maggiore coordinamento, non soltanto in materie economiche: «L’attività degli organismi e dei rappresentanti trovi una sintesi che permetta a tutti i Paesi di ritrovarsi su alcune scelte comuni e temi di rilievo globale». Crociata ha citato ad esempio i «rapporti con i Paesi in via di sviluppo da cui proviene l’immigrazione»: «La situazione è molto difficile da questo punto di vista - ha aggiunto - e l’Italia è molto esposta al primo impatto dei flussi per motivi geografici».