I vescovi: neutrali alle urne, non sui valori

Chiuso il Consiglio permanente della Cei: non ci schieriamo, ma sono irrinunciabili i no ad aborto, eutanasia e unioni di fatto

Andrea Tornielli

da Roma

Agli elettori e ai futuri eletti la Chiesa italiana ripropone come «contenuti irrinunciabili» il «rispetto della vita umana dal concepimento al suo termine naturale e il sostegno alla famiglia legittima fondata sul matrimonio», dunque il no all’aborto, all’eutanasia, ai Pacs che legalizzino le unioni di fatto. I vescovi esprimono anche la loro preoccupazione per la «difficile situazione economica» del Paese, auspicando un «impegno forte e condiviso» per l’occupazione nel Mezzogiorno e per il «complesso fenomeno dell’immigrazione».
È questo, in sintesi, il messaggio contenuto nel comunicato finale dei lavori del Consiglio permanente della Cei, presentato ieri a Roma dal Segretario generale Giuseppe Betori. Il comunicato ripropone i passaggi salienti della prolusione del cardinale Camillo Ruini e ricorda quali siano i punti fermi per la Cei, che pur ribadendo ancora una volta la sua decisione di non «coinvolgersi in alcuna scelta di schieramento politico o partitico» non intende per questo rinunciare a indicare alcuni valori di riferimento appartenenti «alle verità elementari che riguardano la comune umanità». Anche Ruini, dieci giorni fa, aveva indicato nella tutela della vita umana e della famiglia fondata sul matrimonio due cardini importanti fondamentali dell’impegno dei cattolici in politica.
Candidati provenienti dall’associazionismo cattolico sono presenti in entrambi gli schieramenti: Luisa Santolini (del Forum delle famiglie) e Luca Marconi (Rinnovamento dello Spirito) militano nelle file dell’Udc, nel centrodestra, mentre Luigi Bobba (Acli) e Paola Binetti (comitato Scienza e Vita) sono in lista con l’Unione. «I cattolici - ha detto Betori - entrano in politica per una scelta personale e libera, e non è la prima volta che qualcuno passa dall’impegno ecclesiale alla vita politica: ci auguriamo che siano fermento per la difesa di questi valori e che nell’eventuale azione parlamentare siano ispirati da una coscienza illuminata».
Il Segretario della Conferenza episcopale è intervenuto anche in merito alle recenti prese di posizione di Pax Christi, che aveva rispedito al mittente il dépliant di Forza Italia inviato ai parroci per segnalare alcune realizzazioni del governo Berlusconi con una lettera dai toni durissimi. La lettera, firmata dal vescovo Tommaso Valentinetti, presidente di Pax Christi Italia, si concludeva con una citazione di Ilario di Poitiers, nella quale il dottore della Chiesa vissuto nel V secolo parlava di un «persecutore insidioso, un nemico che ci lusinga» riferendo tali espressioni al mittente del dépliant. «Il materiale propagandistico - ha detto Betori - è stato sempre inviato sia ai singoli sia alle istituzioni, da parte nostra non c’è alcuna reazione, non prendiamo posizione in generale e neppure sulle posizioni delle parti. Che lo facciano singole associazioni cattoliche appartiene alla responsabilità delle associazioni stesse». Parole che gettano acqua sul fuoco e al tempo stesso fanno capire come il gesto considerato sacrilego da Pax Christi rientri invece nella prassi pre-elettorale. Il vescovo ha quindi lanciato l’allarme sulla situazione economica e sulle difficoltà delle famiglie, specialmente al Sud, invitando a un impegno condiviso e bipartisan. Un’altra emergenza segnalata è quella dell’immigrazione: «La nostra posizione non è cambiata: pensiamo che l’accoglienza debba essere reale e possibile creando però condizioni umane degne».