Per i «Vespri siciliani» maxischermo in Galleria e bonbon alle signore

La bufera per il momento sembra placata: il Sindaco Marta Vincenzi ha incontrato le organizzazioni sindacali Cgil Cisl Cisal dei dipendenti del teatro e ha chiesto una tregua di un mese. Così, tra indiscrezioni e falsi allarmi, tutto si nasconde dietro il viso imperturbabile del sovrintendente: venerdì sera la prima ci sarà. Capitolo conclusivo del lungo romanzo - o meglio telenovela - che vede protagonisti Oren, gli orchestrali, «cast inadeguati» e sempre lui, Di Benedetto, ancora i timori non sono del tutto fugati, né per chi a teatro ci lavora, né per chi a teatro vorrebbe andare e godersi un'apertura di stagione in piena regola. Accanto a Di Benedetto, il direttore Renato Palumbo promette un grande spettacolo: «Vespri Siciliani è un'opera da grande inaugurazione e il lavoro con gli artisti è andato talmente bene che non mi sarei accorto delle tensioni se non me l'avessero detto e se non avessi letto la rassegna stampa di questi ultimi giorni». E allora, senza ignorare le difficoltà, l'invito è a godersi questa attesissima prima, tanto più che ci sarà anche un grande evento nell'evento: un maxischermo installato in Galleria Mazzini per godere in diretta l'opera in scena sul palco. Con tanto di aperitivo «a tema», cioccolatini per le signore offerti dai bar della galleria e possibilità di shopping prolungato.
Certo, è curioso: in mezzo a tanto rumore e dopo tanti anni (ultima rappresentazione genovese nel 1939), proprio i «Vespri», una bella insurrezione con morti, feriti e tutto il resto. Non sembrerebbe di buon auspicio. Per di più con un gigantesco pugno che incombe sulla scena dietro ad un minaccioso muro bianco: resta da vedere chi rischia la fucilazione - e di arma da fuoco si può parlare, visto che con un bel salto di sette secoli ci troviamo ai primi del Novecento - se il sovrintendente, i sindacati o se tutti quanti, visto che il popolo arrabbiato degli spettatori potrebbe anche stancarsi di pagare il sostanzioso biglietto della prima ed essere costretto a stare a casa. Ma cerchiamo di mantenere anche noi l'ottimismo: un bel Grand Opéra in stile francese con ingredienti che tradiscono però un gusto italiano e una potenza drammatica chiaramente «verdiana»: tutto con due cast di prim'ordine, con artisti che ormai vengono considerati "di riferimento" per l'opera in questione e che con Vespri hanno già calcato le scene del Metropolitan, di Vienna e di Parigi. Mancano due giorni, speriamo che il vento non cambi di nuovo.