Tra i vettori acquisti di gruppo per risparmiare

Niente acquisti pericolosi on line, tarocchi e pezzi di ferro che viaggiano con documentazione falsa. Le compagnie aeree che operano su Linate non acquistano ai discount i ricambi delle loro macchine. Se li passano.
Mantenere un magazzino, che a regime è a temperatura e umidità ben precise, costa dai due ai trecentomila dollari l’anno. Aprire un magazzino deve essere una scelta giustificata dal numero dei movimenti che quel vettore fa in quello scalo. Uno dei due motori di un Boeing 737 costa 6 milioni di dollari. Spesso le compagnie si associano, ne acquistano uno e lo tengono pronto per ogni evenienza, oggi serve a me, domani potrebbe servire a te. Un display di navigazione costa 100mila dollari, una ruota del carrello può costarne dai 10 ai 12mila, stipare in un magazzino pezzi di ricambio è quindi molto oneroso, ecco perché le compagnie si associano e fanno acquisti di gruppo con una sorta di gentleman agreement nel caso qualcuna resti a terra con un aereo. In simili circostanze tutte si danno da fare, un aereo fermo costa circa 100 dollari al minuto. La solidarietà non si limita ai pezzi ma anche ai tecnici specializzati che devono montarli o svolgere manutenzione. Al termine di un atterraggio, il comandante compila il flight log book, il diario di bordo sul quale segnala eventuali anomalie intervenute durante il viaggio. In assenza di problemi particolari il tecnico controlla la messa in moto dell’aereo, l’usura delle gomme, il vano carrello, eventuali perdite d’olio, mette a livello i liquidi, quindi firma il diario. In genere è lo stesso comandante che si occupa del rifornimento. Se il pezzo da sostituire non è reperibile, la regola vuole che l’aereo resti fermo in attesa che arrivi con il primo volo. Ci sono parti dell’aereo come il motore e il carrello che a prescindere dal loro funzionamento, devono essere sostituite dopo un numero preciso di ore di volo. Al momento dell’acquisto di un aeromobile, sul manuale di manutenzione tutto è specificato per benino. La regola vuole che i tempi vengano anticipati e solo dopo eventuale deroga di Enac, l’Ente nazionale dell’aviazione civile, si possa decollare con l’impegno che, giunti allo scalo, si proceda alla sostituzione del pezzo.