I vetturini: «I nostri cavalli li trattiamo bene come figli»

Gramazio e Cochi (Pdl): «Faremo una nuova delibera»

Non ci stanno i 43 vetturini romani, bersagliati con attacchi che vanno avanti da più di 10 giorni lanciati dalle associazioni per la tutela degli animali, come l’Enpa - ente nazionale protezione animali - e Italia Nostra. Sono stanchi di sentirsi nell’occhio del ciclone, di essere chiamati «sfruttatori» di animali, appellativo pesante, di venire criminalizzati e accusati di non salvaguardare gli 80 cavalli che trainano le loro botticelle. E infine, diffamati: sono stati incolpati di dopare e somministrare dei calmanti ai cavalli. Con tanto di carrozze, cavalli e avvocati al seguito, i conducenti delle carrozze sono scesi in piazza, ieri, davanti al Colosseo per difendere se stessi e i propri cavalli, amati «come figli». Portavoce della protesta, Giovanni Maiocco: «I veri animalisti siamo noi. Dismessi dagli ippodromi, adottiamo gli ex trottatori, che diversamente finirebbero al macello». Dalle parole si passa ai fatti concreti. È il legale dei vetturini, Maurilio D’Angelo, ad annunciare che «stiamo procedendo con un esposto presso la Procura contro Italia Nostra ed Enpa, che ci accusano di maltrattare i cavalli, provvisti, per di più, di un certificato di idoneità e sottoposti a visite mediche». Ai vetturini viene infatti contestato di far vivere i cavalli in condizioni disagiate, con le stalle nell’ex Mattattoio, a Testaccio, di violare il regolamento comunale che ne vieta il lavoro dal 1 giugno al 15 settembre, dalle 13 alle 17, nonché di sovraccaricarli con un peso di 700 chilogrammi. Un carico che, per gli animalisti, unito alle alte temperature, li potrebbe far collassare. A sostegno dei cocchieri romani, i consiglieri comunali del Pdl Luca Gramazio e Alessandro Cochi che affermano «di voler presentare a settembre una delibera con normative che regolamentino i vetturini e tutelino la salute del cavallo. Proporremo l’alternanza dei giorni lavorativi così da non affaticare il cavalli, mettendo, inoltre, a loro a disposizione aree di sosta adeguate».