I vichinghi: «Correremo il doppio»

Carew e Riise, due conoscenze che mettono paura

Paolo Marchi

nostro inviato a Oslo

Guai farsi ingannare. Oslo è agghindata a festa, lampi di colori, soprattutto il rosso e il blu, che vorrebbero essere intensi ma che sotto un cielo grigio pioggia si ammosciano come gli umori della comitiva tricolore che, cambiata nazione, ha visto dimezzarsi la temperatura e sparire il sole. Sarà così pure oggi, guai pensare che tutta l’animazione, la musica nelle piazze, tutti i preparativi che serpeggiano per la capitale del regno scandinavo siano dovuti alla partita di pallone.
Tutti hanno un’altra ricorrenza in mente: martedì prossimo, 7 giugno, saranno cent’anni esatti che la Norvegia è indipendente dalla Svezia e tra tre giorni i discendenti dei vichinghi faranno baldoria.
Rispetto a Palermo, la Norvegia ha rivoluzionato la difesa: nuovo portiere, Myhre, nuovo esterno destro, Bergdolmo, e nuovo centrale, Hagen, reparto che in quattro incontri ha subito una sola rete, l’1-1 l’8 settembre con la Bielorussia, ovvero 282 minuti senza gol. Rispetto a nove mesi fa, sono annunciate otto novità e appena tre conferme: l’altra metà della difesa, Lundekvam e Riise, nonché Carew unica punta. «Siamo pronti a correre il doppio di voi», dicono. E quando Pirlo incrocerà Riise, non potrà non pensare a Istanbul: gioca nel Liverpool.