I vicini «salvano» nove anziani al giorno

Un nuovo ufficio coordina gli interventi. Pronti a entrare in azione psicologi e assistenti sociali

Chiara Campo

In un caso è stata una portinaia a chiamare. Non sapeva a chi rivolgersi per quell’anziana che aveva l’abitudine di gettare dalla finestra i vestiti e quant’altro. Poi si è ricordata della lettera arrivata qualche giorno prima dal Comune, ha contattato il numero verde indicato e quando i servizi sociali sono entrati a casa di quella donna hanno trovato molti scarafaggi, sporcizia, avanzi di cibo lasciati sul tavolo chissà da quanto tempo. Non aveva mai ricevuto gli aiuti offerti da Palazzo Marino perché non li aveva mai chiesti, e siccome si trattava di una persona abbiente - riceve una pensione di 2.500 euro al mese -, se il suo caso non fosse stato segnalato dalla custode probabilmente avrebbe fatto la fine dei tanti anziani morti in casa in completa solitudine, e ritrovati soltanto molti giorni dopo. Da qualche giorno invece è seguita da assistenti sociali e psichiatri, non è più sola. In un altro caso sono stati i vicini di casa a segnalare al Comune una situazione anomala. E ne è venuta fuori un’altra triste storia di solitudine, un’anziana donna che si trascurava igienicamente da dieci anni, e il pavimento di casa era ricoperto di escrementi. Anche questa volta, non aveva problemi economici. «Purtroppo - spiega l’assessore ai Servizi sociali, Tiziana Maiolo - è più facile che ci contattino gli anziani meno abbienti, mentre tanti altri non chiedono direttamente il nostro aiuto perché sono orgogliosi o non credono di averne diritto. E finisce che chi è in una condizione agiata, ma è stata lasciata sola da parenti, finisca i propri giorni in desolazione e senza che nessuno se ne accorga per giorni».
Prevenire è la parola d’ordine dell’assessore Maiolo, che dal 3 ottobre ha attivato un nuovo numero verde, l’800.071.471, aperto un nuovo ufficio in via San Marco che verifica le segnalazioni, e inviato a tappeto una lettera alle case dell’Aler e del demanio, all’Associazione degli amministratori di condominio milanesi - che le ha «girate» a tutti i soci - e sta prendendo contatto con altre associazioni analoghe. La lettera, che è già stata o sarà esposta nelle portinerie della città, invita i condomini a segnalare i casi di persone anziane che possano aver bisogno di aiuto, anche se non lo chiedono. L’appello è stato subito accolto: in cinque giorni sono arrivate 45 telefonate, e assistenti sociali e psicologi le hanno ritenute tutte «appropriate», e in cinque o sei si trattava di casi molto gravi.
Come quello venuto alla luce grazie ad una giovane studentessa che ogni tanto andava a tenere compagnia all’anziana vicina di casa. Da qualche tempo però ci aveva rinunciato, perché l’appartamento della donna era pieno di scarafaggi e la ragazza non sapeva a chi chiedere aiuto per lei. Poi ha visto in portineria l’annuncio del nuovo numero verde e ci ha provato. I servizi sociali hanno dovuto chiedere l’intervento dei vigili per entrare, perché l’anziana, diffidente e con problemi psicologici, rifiutava di lasciarli entrare. La donna, benché abbiente, girava nella sua zona con grandi sacchetti di plastica, riempiti con qualsiasi cosa trovasse per strada. È stata trasferita temporaneamente in casa di riposo, per un soggiorno di sollievo, ed è seguita da psicologi. Il suo alloggio è stato disinfestato, da ora in poi le saranno portati a casa i pasti caldi e le verrà garantita assistenza domiciliare, mentre il Comune sta cercando di mettersi in contatto con i parenti che le sono rimasti. Non è più sola.