I videogame «rossi» dove nessuno vince

Quattro studenti moscoviti per mesi hanno esplorato soffitte e cantine dimenticate in tutta la capitale moscovita e alla fine hanno rimesso insieme una delle eredità dimenticate dell’Urss: i videogiochi sovietici. Ne è nato un vero e proprio museo all’interno di un bunker antiatomico staliniano. E la notizia ha fatto il giro del mondo, a conferma dell’interesse verso il vintage sovietico. La curiosità: i game comunisti scoraggiano la competizione, non c’è mai l’elenco dei migliori punteggi. Nella foto «Magistral», il primo gioco in cui due concorrenti potevano sfidarsi.