«I vigili fanno da cavie contro l’inquinamento»

Vigili urbani cavia, utilizzati come rivelatori umani dei livelli di inquinamento della capitale. Lo denuncia l’Ospol in riferimento a una circolare del comando del corpo dei vigili del 26 luglio, nella quale si presenta il nuovo piano di monitoraggio ambientale in zone a rischio che partirà dal prossimo 4 settembre. Secondo l’organizzazione sindacale, l’osservazione avverrà attraverso la dotazione di specifici apparecchi da indossare sulla divisa, che registrano elettronicamente i gas tossici e altre sostanze volatili. L’Ospol denuncia che per rendere la rilevazione ancora più attendibile si prescrive una turnazione prolungata di sei ore consecutive sul posto da parte del vigile il quale avrà, così, tutto il tempo di intossicarsi nel nome della scienza, in attesa che il dosimetro completi il suo lavoro. L’apparecchio non sarebbe, secondo il sindacato, provvisto di segnalatori che indichino all’agente l’aumento della tossicità dell’aria. Per questo l’organizzazione annuncia battaglia e si dice pronta a proclamare lo stato di agitazione e azioni giudiziarie qualora il Comune persistesse in propositi contrari ai principi di tutela del lavoratore.