I vigili di quartiere lasciano il centro: più divise contro il degrado in periferia

De Corato: «La città è cambiata e si sentono demotivati. Diventeranno mediatori sociali»

Dopo 8 anni, il Comune è pronto a riorganizzare il lavoro e la distribuzione dei vigili di quartiere, perché siano al passo coi nuovi problemi della città. Già da agosto i 36 uomini che servivano la zona Duomo-Venezia-Vittoria sono stati trasferiti in periferia. «Il centro è già abbondantemente presidiato da poliziotti e carabinieri di quartiere, ci sono i comandi delle forze dell’ordine, i servizi di scorta e quelli per gli obiettivi a rischio. È più utile che i vigili di quartiere coprano in misura maggiore la periferia», spiega il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato che ieri, con il capo dei ghisa Emiliano Bezzon, ha iniziato da zona Ticinese e Gratosoglio il tour tra i comandi di polizia municipale per incontrare i vigili di quartiere - in tutto 550 - e confrontarsi con loro su sicurezza e presidio del territorio. «Bisogna rimodulare la loro presenza e i loro compiti, perchè dal ’98 a oggi la città è cambiata - afferma De Corato -. Non devono occuparsi solo di sicurezza, ma essere veri e propri mediatori sociali, portavoce di ciò che non funziona nel quartiere, dal verde alle fontane, i campi gioco, gli impianti, perchè dopo il degrado arriva sempre la criminalità». Oggi, ha ammesso il vicesindaco dopo aver sentito i racconti dei vigili, «spesso si sentono impotenti, perchè il rapporto con Amsa, Aler o la società che gestisce il verde non funziona bene e non riescono a dare una risposta tempestiva ai problemi dei cittadini, dobbiamo facilitare il canale tra vigili e istituzioni. Dobbiamo rimotivarli, specificare meglio i loro compiti, far partire un corso di formazione per adeguarli alle nuove esigenze. Sono la prima interfaccia tra i cittadini e il Comune, e ci sono situazioni che nessun altro può segnalare». Otto anni fa «il problema delle baby gang non esisteva, anche la rete di criminalità di quartiere si è estesa, per questo abbiamo deciso di rivedere questa figura».
La loro presenza ha reso più sicuro lo Spaventa, e sono state le segnalazioni dei cittadini ai vigili di quartiere a incastrare una banda di boss calabresi al Corvetto, giorni fa, e «segnali simili stanno arrivando anche dal Gratosoglio - anticipa De Corato , per cui partiranno indagini anche in quella zona». Deve essere «una struttura agile rispetto alle esigenze del territorio - prosegue Bezzon -, se in un’area non ci sono problemi si trasferiscono facilmente in un quartiere più difficile. I cittadini collaborano, ma sono anche molto esigenti, e stiamo rimodulando il servizio per essere sempre più efficienti».