I vigili sbagliano la legge: annullate le multe

Invece di citare l’articolo 158 viene citato il 7: così dice il codice della strada

(...) il primo di centinaia di ricorsi per divieto di fermata in centro città. E sì, i vigili urbani, magari stressati dal traffico, stanno «dando i numeri». Invece di indicare nel verbale l'articolo 158 del codice della strada, hanno riportato l'articolo 7. Una norma che determina la regolamentazione della circolazione nei centri abitati, senza prescrizioni inerenti la circolazione stradale, e quindi la fermata e la sosta, come invece prescrive, appunto, l'articolo 158. E Palazzo Tursi, fidandosi dei suoi cantunè, chiede indebitamente dei denari agli automobilisti.
Il primo caso, che fa scuola, è saltato fuori grazie al ricorso presentato dall'avvocato genovese Paolo Marchiò. E c'è da giurarci che al giudice di pace, nelle prossime settimane, arriverà una valanga di ricorsi simili. Il caso comincia il 23 marzo dell'anno scorso. Secondo quanto accertato dai cantunè un automobilista lascia la sua Bmw in zona soggetta a divieto di fermata. La violazione non viene contestata immediatamente perché l'interessato non è presente al momento dell'accertamento. Viene lasciata la multa sul parabrezza, ma il verbale, che deve essere notificato entro 150 giorni, arriva in ritardo. Inoltre, l'articolo contestato è il 7 e non il 158. Lo sfortunato automobilista, a settembre, si rivolge al suo avvocato che fa ricorso. «Quando ho visto il verbale - spiega Marchiò - mi si sono drizzati i capelli. Dell'articolo 7 non ne sapevo nulla. Ho fatto la figura dell'ignorante con i miei assistiti e ho chiesto una mezz'oretta per consultare bene il codice della strada. Sul verbale c'era scritto anche il comma zero, che non esiste. Infatti l'articolo 7 comincia dal comma uno, due e progressivi. A questo punto abbiamo presentato ricorso certi di vincere. Come questo caso ce ne sono tanti altri, credo centinaia di cui sono vittima gli automobilisti genovesi. Infatti il verbale è prestampato e tutti quelli che si riferiscono alle multe per divieto di fermata credo siano uguali. Abbiamo anche contestato il ritardo della notifica».
Come se non bastasse, infatti, il Comune ha cercato di consegnare il verbale sabato 19 agosto scorso. Soltanto un giorno prima della scadenza dei 150 giorni previsti dalla legge. Il messo, non trovando nessuno al quale consegnare il plico, avrebbe dovuto almeno andare alle Poste e spedire la raccomandata. Invece, forse per il caldo, forse per la voglia di andare in spiaggia, ha lasciato perdere. La raccomandata è stata poi spedita il 29 agosto, oltre i termini. Il giudice, quindi, ha accolto doppiamente il ricorso, sia per l'inesistenza dell'articolo 7, sia per il ritardo di notifica del verbale.