I vigili urbani: «Ora un piano di rilancio»

Poteri speciali, panacea per i vigili urbani. Ne sono convinte le associazioni sindacali della polizia municipale che ora chiedono al sindaco Veltroni un tavolo di confronto per pianificare la svolta tanto attesa. Secondo i responsabili della Cisl della Polizia Municipale, Gabriele Di Bella e Giancarlo Cosentino: «Nel valutare positivamente la decisione assunta dal Consiglio dei ministri che conferisce poteri speciali per la capitale, riteniamo indispensabile un tavolo di confronto con Veltroni per concretizzare gli impegni assunti con i 6500 agenti capitolini e più in generale con la cittadinanza in materia di mobilità.
«È imprescindibile affermare un ruolo centrale per la Polizia Municipale rispetto alle altre strutture ausiliarie - continuano - e soprattutto che la giunta assuma tra i primi provvedimenti un piano funzionale vista la carenza di organico di 2mila agenti per poter dar corpo al regolamento della Polizia Municipale varato dalla scorsa giunta Veltroni che prevede una dotazione organica di 8.350 unità visto che, ad oggi, siamo al di sotto dei 6.300».
«È singolare poi la posizione dell’assessore alla Mobilità Mauro Calamante - aggiunge il segretario aggiunto Di Bella - che propone come alternativa un piano di rafforzamento delle assunzioni degli ausiliari del traffico dimenticando i suoi operatori comunali della mobilità: 70 dipendenti formati per lo svolgimento delle attività di polizia stradale previsti dal codice della strada e voluti fortemente dalla precedente giunta Veltroni con tanto di regolamento e di un previsto piano assunzionale abbandonati nel dimenticatoio».
«È necessaria quindi - concludono gli esponenti Cisl - un’inversione di tendenza del Campidoglio per iniziare a progettare e riorganizzare piani sulla mobilità e traffico valorizzando le strutture interne all’amministrazione. Sicuramente non consentiremo ai politici locali di trasformare questo importante provvedimento, che può rappresentare una svolta storica per la Polizia Municipale di Roma, in specchietto per le allodole per spostare poteri, funzioni e assunzioni verso strutture private senza chiari criteri selettivi».
Secondo il segretario romano del Sulpm, Alessandro Marchetti: «Con i poteri speciali Veltroni ha la possibilità di poter trasformare la polizia municipale in polizia di prossimità, in grado di poter dunque rispondere anche alla continua domanda di sicurezza da parte dei cittadini e di integrarsi pienamente in questo ruolo con le altre forze di polizia, come avviene in tutte le grandi metropoli italiane ed europee». «Occorre cominciare a ripensare al ruolo della Municipale - aggiunge Marchetti - il vigile in strada all’incrocio per la viabilità oggi ha le stesse potenzialità e capacità di intervento sui fenomeni del degrado urbano e della microcriminalità di un netturbino, pertanto si deve partire dal cambiare proprio le direttive politiche ai comandanti dei gruppi, chiedendo più servizi per la sicurezza. Portare l’organico a 9mila unità è una delle priorità, rivedere l’attuale organizzazione con il ripristino del ruolo dei sottufficiali, quali specialisti di vigilanza con ampia capacità operativa, acquistare mezzi e strumenti idonei (bastoni distanziometri, giubbini antitaglio, almeno un’auto per il trasporto degli arrestati nelle carceri, celle di sicurezza e quattro uffici sul territorio per l’identificazione degli stranieri senza permesso di soggiorno) e, finalmente, varare il regolamento dell’armamento, atteso da oltre vent’anni».