I vini Doc liguri di Valle Arroscia sconfiggono il «gusto di tappo»

Luciano Ferrarini è un esperto manager-ristoratore: si muove con grande garbo in quel localino chic che si chiama «Mentelocale», al secondo piano del Ducale, soffuso, elegante, raccolto. La Genova che lavora, che conta (belle donne e molti vip) ama gustare quel lungo «carrello» di proposte gastronomiche che Luciano, col suo staff femminile sempre gentile e disponibile, ama offrire a mezzogiorno e alla sera. Fossimo a Parigi o in Trastevere ci sarebbe la folla: qui, a Genova, è forse uno dei pochi «pub» dove ogni tanto c’è pure la coda. Luciano ha idee geniali: al di là della buona tavola ama lo spettacolo, ama la buona musica, la vera comicità, il cabaret e le «performance» teatrali. E allora ecco che, a fianco del pub si «nasconde» una specie di piccolo «teatrino», raccolto e avvolto da piccole luci: il posto adatto per recital, monologhi, incontri musicali, insomma quei prodotti «cult» che tanto piacciono ad un certo tipo di pubblico. E l’idea è proprio questa: far nascere un «teatrino» o un «loggiato del Ducale», dove tutte le sere ci si ritrova, si ascolta musica, si seguono rappresentazioni teatrali, si conoscono giovani attori, musicisti di vaglia. Chi ha vissuto l’epoca della «Borsa dell’Arlecchino» sa di cosa vogliamo parlare: un qualcosa di innovativo, anche di rivoluzionario in questo terzo millennio dove la cosiddetta «sperimentazione» spesso lascia il tempo che trova, ma quando la si incontra la si applaude con calore.
Certo non ci sono più Aldo Trionfo, Carmelo Bene, Paolo Poli, Fabrizio De André, il gruppo storico di quegli anni (Myria Selva, Vincenzo Ferro, Mauro Benedetti, Vanna Steneri...). Ma ci sono, per fortuna, altri che Luciano conosce e vorrebbe con sé in questo piccolo «Loggiato» a raccontare, a stare insieme con la gente, con i giovani e i meno giovani per tentare di ricreare quel clima così caro, così caldo, così malinconicamente scomparso di anni andati. Una serata iniziata quasi al lume di candela al pub, poi nella «cave» a sorseggiare un calice di champagne e ad ascoltare il cantautore di turno, l’attore che ama Jonesco, la bella voce che canta canzoni napoletane, il trio musicale che offre musica antica. Insomma: un nuovo modo di dire ai genovesi: uscite di casa, stiamo insieme per due ore. Luciano sta maturando questa idea: mentre porta al tavolo del politico marmellata di melograno e torta della nonna, pensa ad una nuova «Borsa d’Arlecchino», sessanta sedie, qualche tavolino d’epoca, una pedana e via fino alle ore piccole...
Luciano è abituato a queste idee geniali: lo si ricorda quando aprì quella «Cantine Squarciafico» nei fondi del più antico e affascinante palazzo genovese nel centro storico, accanto a San Lorenzo. «Ricordo - dice lui - un momento felicissimo, quando organizzammo una cena con i personaggi più famosi della città, c’era Fabrizio De André, c’era Renzo Piano, c’era Forattini che mi lasciò una stupenda vignetta. Anni molto intensi». Oggi Luciano rivede, nel suo «pub», i politici di oggi: Biasotti (col suo fido scudiero Dotta) che è appassionato della zuppa di zucca, le pimpanti Anna Castellano e Margherita Bozzano che chiedono, come prima cosa, un bel bicchiere di vino doc tanto per iniziare. Il mondo economico, culturale non manca: Piergiorgio Oddifreddi, durante il festival della scienza, preparò accanto ad un gustoso piatto di gamberetti, i suoi polemicissimi interventi anticlericali. Massimiliano Costa non disdegna voluminosi piatti di pennette al sugo anche abbastanza piccanti (per lottare con Burlando ci vuole questo ed altro...). Ora accanto a formaggi doc, a marmellatine preziose, ad incantevoli melanzane al forno arriverà anche il teatrino o il loggiato. E la serata sarà completa. Un’altro colpo del manager-ristoratore, un po’ hippy, un po’ intellettuale...