I vini del Lazio si mettono alla prova

Quattrocentoquarantasei etichette, 107 produttori, quaranta commissari, tre giorni di lavoro. Sono i numeri dell’edizione numero quattro della Selezione dei vini del Lazio, che si è svolta da giovedì a sabato scorsi a Palazzo Rospigliosi. Si tratta di un evento molto importante per l’enologia regionale, un vero e proprio punto della situazione del vigneto Lazio. Otto commissioni composte ciascuna da cinque membri (un enologo laziale, due enologi provenienti da altre regioni italiane e due giornalisti specializzati) hanno infatti degustato in forma anonima i 446 campioni (ogni etichetta è stata analizzata da due commissioni, quindi da dieci commissari) e hanno compilato una scheda di valutazione dell’Unione internationale des Oenologues con un punteggio in centesimi. Al termine dello scrutinio dei punteggi saranno attribuiti i diplomi di merito a tutti i vini che avranno ottenuto un punteggio medio superiore a 80 centesimi, i diplomi di menzione speciale a quelli con un punteggio medio superiore a 85 e il premio Calix Aureus ai trenta vini con il punteggio migliore. I vini sono sudivisi in otto categorie in base alla tipologia (bianchi, rossi, rosati, dolci e spumanti), alla dneominazione (doc o igt) e all’annata. I premi saranno attribuiti nel corso di una cerimonia che si svolgerà il 4 luglio sempre a Palazzo Rospigliosi.
La Selezione dei vini del Lazio è stata indetta dall’Arsial e dall’assessorato regionale alle Politiche agricole in collaborazione coi consorzi di tutela dei vini del Lazio e dell’Associazione enologi enotecnici italiani, che ha messo il suo know-how al servizio della complessa organizzazione del concorso.