I Vip sono in crisi: il lusso è ancora chic o è fuori luogo? L’economia rallenta, i consumi d’élite corrono Ma nel jet set cresce il partito della sobrietà

Non c’è limite: la crisi si prende tutto. Anche lo stile, del maschio. Visto i tempi meglio puntare sulla sobrietà. Quella classica, intramontabile ma composta. Meglio non strafare e puntare sul low profile. Attirare sguardi d’invidia non è consigliabile. Vince l’eleganza del riccio, quella che sa ritirarsi, timida e saggia in attesa di tempi migliori. Come nel romanzo di Muriel Barbery, dove lo sfoggio di intelligenza resta confinato nella portineria di un ricco palazzo parigino. La strategia è avallata da Obama, che chiede stipendi più bassi per manager miliardari. È preferibile ripiegarsi. C’è chi nasconde la pelliccia e chi finge di arrossire quando mette in strada la fuoriserie. Un po’ è buon gusto. Non ci si mette in mostra. Non è il caso. La bellezza non sta nello sfarzo, ma nella discrezione. Ma poi c’è anche tanta ipocrisia, il ritorno ai sensi di colpa del pauperismo. Meglio non irritare il «popolo». Spendere sì, per non inceppare la macchina dell’economia. Comprare per dare lavoro agli artigiani come spiegava Mandeville nella sua favola delle api. L’alveare troppo «etico» finisce per affamare tutti. È quello egoista e strafottente che fa campare bene. E allora tutti sembrano essere d’accordo: l’eleganza del maschio al tempo della grande depressione deve essere in linea con i tempi. Il monito, tutto italiano, arriva da Gad Lerner, che dalle pagine di Vanity Fair bacchetta Rossella: il maschio elegante e raffinato per eccellenza. Gad che vede un’istantanea pubblicata su Prima Comunicazione e ci resta di sasso. Carlo è lì, in posa con sciarpone bianco a pois, indossato con quel tanto di nonchalance per sembrare ancora più fighi, mani buttate in tasche di giacca taglio sartoriale. Lerner cede e gli scrive: «Carlo è atroce, va oltre ogni limite. Visti i tempi, ripensiamo allo stile». Rossella spiazzato spiega l’errore di fondo. È una foto vecchia. E la sciarpa era comunque un dono di un amico. I vip lanciano la stagione a basso profilo. La parola d’ordine è: si fa, ma non di dice. Sa, signora mia, la crisi, la borsa, gli affari, la disoccupazione. Non vogliamo mica offendere quelli più sfortunati di noi? Eppure Gli hotel a 5 stelle rappresentano un sistema che nel 2007 ha prodotto, solo in Italia, un fatturato di 23 miliardi di euro. E il turismo di lusso nel 2008 è cresciuto del 10 per cento. Chi può viaggia, gli altri continuano a sognare. I super ricchi insomma continuano a spendere. Solo che questa volta lo fanno in silenzio.