I Vipers avvelenano Alleghe e trovano la settima finale

Milanesi irresistibili in gara 5 Per lo scudetto dell’hockey ghiaccio la sfida sarà con Cortina

L’immagine dell’estremo difensore dei Vipers Steven Passmore che riceve il giusto tributo dai propri tifosi, al termine della contesa contro Alleghe, portando in braccio il proprio figlioletto, è la fotografia di un Milano finalmente sorridente, finalmente convincente e - soprattutto - finalmente vincente. Nella quinta di un’interminabile serie di semifinale contro Alleghe, i Vipers ritrovano quella determinazione, quel carattere e quella compattezza che erano totalmente mancati nella sfortunata trasferta di quattro giorni fa a Belluno: sette reti, figlie di sessanta minuti dove «finalmente siamo scesi in campo - ammette il capitano rossoblù Mario Chitarroni -. Nelle altre quattro partite, non avevamo mai trovato il giusto ritmo e abbiamo faticato abbastanza. Oggi, invece, tutto è girato nel migliore dei modi». Per la settima volta nelle ultime sette stagioni, dunque, Milano accede alla finale scudetto: la squadra di Adolf Insam si troverà di fronte alla concreta possibilità di inanellare il sesto tricolore consecutivo, impresa - finora - mai riuscita a nessuno.
Eppure la partita non era iniziata nel migliore dei modi per i Vipers. I primi venti minuti di gioco dei padroni di casa sembrano assumere piano piano i connotati di una grande incompiuta: Milano assoluta protagonista del ghiaccio dell’Agorà, ma evanescente e inconcludente davanti al portiere olandese Philip Groenveld. Alleghe si difende con ordine e non appena riesce a presentarsi davanti al febbricitante Passmore si porta in vantaggio: Harder lancia in contropiede il capitano ospite Lino De Toni che finalizza la rete del vantaggio con un preciso diagonale. Nel secondo tempo, però, Milano trova in una difesa impenetrabile la chiave di volta della partita e su di essa costruisce la vittoria. Per ben quattro volte, infatti, gli ospiti possono giocare in superiorità numerica e per ben quattro volte i rossoblù rintuzzano gli attacchi agordini. E in meno di tre minuti ribaltano la partita. Ryan Christie, prima, e Ryan Savoia, poco dopo, fanno esplodere per ben due volte il boato del palazzetto del ghiaccio di via dei Ciclamini. «Abbiamo affinato alcuni meccanismi della difesa in inferiorità numerica - spiegherà al termine il capitano Chitarroni - che sono stati determinanti per la vittoria finale». L’ultimo terzo di gioco si apre con un’autentica prodezza di Mario Chitarroni. Il capitano rossoblu ruba il disco sulla metà campo e s’invola verso Groeneveld per il gol che affossa le speranze degli ospiti veneti. «È stata un’azione veramente difficile - ammetterà Chitarroni - perché per tutto il tempo dell’azione ho dovuto combattere con un loro difensore». Il gol del numero 24 milanese è il colpo di grazia per un Alleghe che, nonostante la rete del momentaneo 3 a 2 di Fabrizio Fontanive, non riesce a trovare lo spunto per riportarsi in partita. È invece Milano a dilagare: Scandella, Strazzabosco, Evans e Sisca - uno dei migliori in campo - fissano il risultato sul 7 a 2 finale e traghettano le vipere alla serie finale contro Cortina che comincerà il prossimo martedì. Milano oltre a giocare per lo scudetto, giocherà per entrare nella storia.