I voli da Malpensa costano anche il doppio che da Fiumicino

Per andare a Berlino si pagano 99 euro, partendo da Roma solo 47 Balotta (Cisl) sui tagli: «Operazione antieconomica, il mercato è qui»

Chi parte da Malpensa per andare a Toronto spende molto di più di chi parte da Fiumicino, fa scalo a Malpensa e riparte per Toronto. Sembra incredibile e invece è solo un ulteriore paradosso nella incomprensibile storia di Malpensa, l’aeroporto intercontinentale massacrato dalla politica di Alitalia e al quale la compagnia di bandiera si prepara ad assestare il colpo di grazia con il taglio dei 150 voli contenuto nel piano del presidente Prato.
Nell’attesa di assistere alla cancellazione delle tratte, prevista per il primo aprile, i passeggeri del Nord possono fare un calcolo delle ingiustizie che già passano sulle loro teste. Come ad esempio il prezzo dei voli, per il quale lo scalo romano di Fiumicino è incredibilmente avvantaggiato. Per raggiungere il Brasile, tanto per fare un altro esempio, si spendono 609 euro se parti da Malpensa e 499 se ti imbarchi a Roma e fai scalo a Malpensa. Una situazione che arriva a una differenza del 50 per cento per Berlino: 47 euro a chi parte da Roma, fa lo stop nel Varesotto e riparte per la capitale tedesca; In pratica il doppio, cioè 99 euro, per chi ha la sventura di dover compiere solo il tragitto Malpensa-Berlino.
I dati, forniti da un’indagine della Fit-Cisl-Lombardia, riguardano le tariffe di categoria più bassa applicate sul costo dei biglietti di andata e ritorno, escluse le tasse aeroportuali, praticate da Alitalia nei due aeroporti. Ed è immediato notare che Fiumicino ne esce incredibilmente avvantaggiata. Al di là del fatto che la differenza è ingiusta, c’è poi da considerare che i maggiori incassi ottenuti da Alitalia a Malpensa verranno meno al momento del taglio dei 55 voli.
Dario Balotta, segretario Fit Cisl Lombardia, è sempre più convinto che si tratti di un’operazione antieconomia: «Il fatto che sia più caro volare da Malpensa che da Fiumicino è solo una prova in più che la domanda è qua e non a Roma, il mercato ricco è quello del bacino di utenza di Malpensa e la scelta di Alitalia di tagliare le rotte non è industriale, ma politico-corporativa». Se è vero che Malpensa perde 300 milioni di euro l’anno, ragiona Balotta, le ragioni non vanno cercate nel mercato né nelle difficoltà dell’aeroporto: «Gioca molto anche l’inefficienza gestionale della compagnia. Avendo una struttura con costi elevati, le tariffe sono più alte».
Tra le voci tradizionalmente più gravose per Alitalia e in particolare per Malpensa, il personale che lavora a Milano e vive a Roma, la gestione degli acquisti e i costi della flotta e della manutenzione. «Si tratta di spese altissime - spiega ancora Balotta - perché è una flotta “arlecchino”, disomogenea, che si compone di molte marche di aereo e quindi prevede anche maggiori costi di manutenzione». La conclusione di Balotta è sconfortante per l’hub lombardo, anche perché i paragoni lasciano pensare: Lufthansa in sei mesi ha fatto 600 milioni di utili. «I costi in più sono tutti scaricati su Malpensa - conclude Balotta -. È vero che Alitalia perde a Malpensa quasi 300 milioni di euro l’anno ma è anche vero che in tutto perde 600 milioni. E questo perché è inefficiente».