I wc che scompaiono sotto terra

ANTI-DEGRADO Autodisinfettanti e «discreti», il Comune è pronto a testarli nelle aree del divertimento, come corso Como e le Colonne

A Victoria, in Canada, li usano da tempo. Ma sono stati «avvistati» anche a Londra, zona Piccadilly Circus. E bisogna stare all’erta per vederli, perchè compaiono e scompaiono sotto terra, a seconda (letteralmente) dei bisogni. Sono i bagni pubblici hi tech, basta introdurre la moneta o schiacciare un pulsante e salgono in superficie. Un sistema per combattere il problema dei cattivi odori - si puliscono e disinfettano da soli - e non rovinare il paesaggio. In Canada costano circa 75mila dollari, meno di sessantamila euro. Calcolando che per i bagni fissi tradizionali i Comuni devono spendere circa centomila euro l’uno, si tratterebbe pure di un bel risparmio. Tant’è che l’assessore milanese all’Arredo urbano, Maurizio Cadeo, intende introdurli anche in città, a partire dai luoghi della movida: «Potremmo sperimentarli all’Arco della pace, alle Colonne di San Lorenzo e in corso Como. Sono a impatto zero per l’ambiente».
Del resto, nel coordinamento interassessorile creato due giorni fa dal sindaco Letizia Moratti per governare il tema della movida, Cadeo avrà la competenza di trovare soluzioni proprio contro il degrado. E «le proteste che più spesso ci vengono fatte riguardano l’assenza di bagni pubblici o dei cestini per la spazzatura». Col risultato che la mattina gli spazzini si ritrovano un tappeto di cocci e bottiglie nelle piazze e nei giardinetti. Questo aspetto sta per essere risolto: «Con Amsa stiamo per lanciare una gara da due milioni e mezzo di euro per contenitori di media grandezza, quindi potremo distribuirli proprio a partire dalle zone della movida».
Ci tiene a rimarcare come il diritto dei giovani a divertirsi debba restare «dentro i limiti della civiltà, senza sfociare oltre come avviene in viale Montenero il mercoledì sera». Per tutelare il sonno e i giardinetti vicino al «Mom», l’assessore Cadeo ha scelto la strada della recinzione, già presa di mira dai vandali nei giorni scorsi. «Non bisogna blindare la città - precisa - la cancellata è la soluzione a mali estremi, ma in casi come quello purtroppo è inevitabile». Dunque: «Pugno duro contro l’inciviltà».
Non gli dispiace invece l’idea di creare una vera e propria area dedicata al divertimento, in una zona poco abitata, anche se «per convincere i ragazzi ad andarci bisognerebbe attrezzarla con tutti i servizi - sottolinea Cadeo - dai bagni pubblici a bar, locali. Altrimenti, potrebbe tornare comunque utile per eventi spot, come il “Bottelon” che è stato organizzato di recente in piazza Leonardo da Vinci. Un bell’esempio: i ragazzi hanno portato le bottiglie, ma anche i sacchi della spazzatura per non lasciare i resti della festa».