Iacchetti: «Finalmente canto e interpreto un vero cattivo»

Da venerdì in scena il musical «The Producers» tratto dal fortunato film di Mel Brooks

Carlo Faricciotti

da Milano

«Finalmente faccio il cattivo». Dopo anni di poesie bonsai, personaggi amabili e stralunati, «Signor Ezio!» e Tapiri, Enzo Iacchetti corona due sogni in un colpo solo: canta - «Sono nato con il desiderio di fare il cantante sulle orme del mio maestro Giorgio Gaber, conosco la musica e so suonare diversi strumenti» - e interpreta un personaggio «irascibile, cattivo, uno che va a letto con le vecchiette per strappar loro l'assegno della pensione». Occasione per questo exploit, il debutto italiano, venerdì al milanese Teatro della Luna, del musical The Producers. Iacchetti interpreta Max Bialystock, impresario teatrale che naviga nel sottobosco di Broadway: «Mi sono ispirato ai tanti agenti che ho incontrato soprattutto a inizio carriera, personaggi scalcinati e più poveri di me, capaci di rubarmi la ruota di scorta della macchina». Un giorno Bialystock si associa con il contabile Leo Bloom (Gianluca Guidi, figlio di Johnny Dorelli e Lauretta Masiero) per tentare il colpaccio: indurre le sue amate vecchiette a finanziare uno spettacolo di sicuro insuccesso, così da evitare repliche, lasciare insoluti i debiti e godersi il malloppo. Architettato il piano, Max e Leo portano in scena una pièce delirante e nazistoide dello svitato Franz Liebkind (Marco Massari). Ma le cose non vanno come previsto... The Producers, prodotto dalla Compagnia della Rancia è l'adattamento italiano di un musical in scena dal 2001 a Broadway e Londra a sua volta derivato dal primo film di Mel Brooks, Per favore, non toccate le vecchiette. Dal musical The Producers è stato tratto nel 2005 anche un film, con lo stesso titolo, interpretato da Matthew Broderick, Nathan Lane e Uma Thurman, che in Italia uscirà il 24 febbraio. Tornando a The Producers versione italiana (approvata dall'onnipresente Brooks) siamo di fronte a una produzione più anglosassone che italiana: virtuosismi musicali, trenta cambi di scena, centinaia di costumi, oltre venti attori-cantanti-ballerini coordinati dal coreografo Fabrizio Angelici. Uno spettacolo, a parere di Guidi, «diverso alle produzioni attuali di Broadway: le parti recitate si alternano ai numeri musicali, il tutto con l'obiettivo di far ridere il pubblico, che speriamo apprezzi gli sforzi». Sforzi non indifferenti, a quanto pare: «Greggio mi ha chiesto quante ore al giorno si prova per fare un musical? E quando gli ho risposto "anche dodici" ha detto: "Bene, allora vengo a vedervi"», ha raccontato Iacchetti, che non ha perso l'occasione per parlare del suo rapporto con il piccolo schermo: «La televisione mi serve per nutrire il mio entourage di amici, parenti poveri e affini. La faccio tre mesi all'anno, chiedo un sacco di soldi e poi li uso per il teatro. La tv è un lavoro, il teatro un piacere. O meglio, anche la tv è un piacere, ma il teatro è passione».