Ibiza, gasolio a riva il paradiso è a rischio

Tre spiagge sono state chiuse ai turisti nell'isola simbolo del turismo spagnolo. Una chiazza di idrocarburi fuoriuscita dalla stiva di una nave alla deriva minaccia il paradiso naturale. Il ministro Alvarez assicura: "Non si tratta di disastro ecologico"

Ibiza - Tre spiagge sono state chiuse ai bagnanti in seguito all’arrivo sulla costa di Ibiza delle chiazze di carburante provenienti dal mercantile naufragato mercoledi scorso, il Don Pedro, con 150 tonnellate di nafta e 50 di gasolio a bordo. Ma il ministro delle infrastrutture Magdalena Alvarez ha assicurato che non si tratta di un disastro ecologico sia per la quantità limitata finora fuoriuscita che per la zona colpita, circa 4 km di diametro, che per le capacità inquinanti del tipo specifico di idrocarburi. E non sono state per il momento colpite aree di protezione naturale.

Volontari al lavoro Le tre spiagge chiuse sono quelle di Talamanca, Ses Figueretes e, per ultima, quella di D’Embossa, la più frequentata dell’isola balneare gran meta del turismo internazionale. Alvarez, giunta precipitosamente a Ibiza da un viaggio in Uruguay, ha annunciato che sono state chiuse le tre falle nelle scavo del Don Pedro, affondato dopo una collisione con un isolotto ad un miglio marino dall’isola, e si sta riparando un condotto da cui ancora fuoriesce il carburante. Finora sono state eliminate in mare 10 tonnellate di prodotti inquinanti mentre i servizi di emergenza sono già all’opera sulle spiacce e la costa. Oggi giungeranno ad Ibiza altri 3.500 metri di barriere anti contaminanti.