Ibm, con l’impresa «intelligente» più risparmi e un futuro al passo

Un dirigente d’azienda su due non ha informazioni sufficienti per svolgere il proprio lavoro, nonostante gli investimenti nel tempo nell’Information technology. Le aziende più profittevoli sanno reperire, organizzare, utilizzare le informazioni per ottimizzare il business due volte meglio delle aziende meno efficienti, e sono tre volte più efficaci nel proteggersi dai rischi. Questi sono alcuni dei punti salienti emersi dalla recente indagine «Analisi e ottimizzazione del business per un’impresa più intelligente», condotta dall’Ibm Institute for Business Value su 255 dirigenti di imprese di vari Paesi nel mondo.
Tra gli altri risultati, la ricerca ha evidenziato come tre aziende su quattro riconoscano che disporre di informazioni predittive consentirebbe loro di prendere decisioni più efficaci, ma in verità si stanno ancora percorrendo solo i primi passi verso queste nuove capacità di analisi e ottimizzazione. Infatti, una decisione cruciale di business su tre viene presa di fatto di «pancia» non disponendo di informazioni complete o affidabili. D’altra parte il flusso di informazioni a disposizione è sempre in crescita e tale flusso è sempre più veloce, eterogeneo e frammentario. Alcune aziende hanno cominciato ad avvalersi di strumenti di analisi avanzata delle informazioni per ottimizzare il loro business e colmare i gap informativi.
Si ottengono, così, le informazioni necessarie, rilevanti e contestualizzate, per prevedere le conseguenze decisionali. Per diventare, in poche parole, un’azienda «più intelligente», in grado di effettuare al primo colpo delle scelte corrette di business - siano esse di natura routinaria o complessa - che taglia sprechi, che integra la base informativa aziendale, eliminando i tempi e i costi dovuti alla ricerca e alla riconciliazione di dati e informazioni. Questa azienda è in grado non solo di reagire prontamente con scelte corrette a qualsiasi elemento esterno del mercato (responsiveness), ma è anche in grado di anticipare i fenomeni attraverso capacità predittive, basate su modelli di semantica dei testi e algoritmi matematici. Grazie all’uso di questi modelli analitici l’azienda «più intelligente» intraprende azioni fondate sui fatti e non solo sull’esperienza dei singoli, considerando comunque i parametri entro i quali il modello predittivo rimane consistente e solido.
Ibm è in grado di mettere a disposizione dei propri clienti e del mercato non solo le competenze dei propri consulenti di tutto il mondo, specializzati in 17 settori industriali, ma anche importanti investimenti in ricerca, pari a oltre 6,3 miliardi di dollari l’anno, che le hanno consentito negli ultimi 17 anni di essere costantemente al vertice nella classifica dei brevetti industriali negli Usa. Dispone, inoltre, di soluzioni software evolute, frutto sia di acquisizioni mirate sul mercato che delle ricerche svolte dai propri 4mila ricercatori - tra i quali Ibm annovera anche 5 premi Nobel - presenti negli otto laboratori nel mondo.
A ottobre del 2009 Ibm ha inaugurato un nuovo Business Analytics Solution Center a New York, che si occupa di indirizzare la crescente richiesta di competenze di analitica complessa necessarie a realizzare «città più intelligenti» e ad aiutare l’ottimizzazione dei processi di business, nonché la velocizzazione dei tempi di decisione a livelli di top management. Il centro di New York può contare sui servizi di più di 450 consulenti della divisione di Ibm Business Analytics & Optimization, ricercatori, specialisti software e matematici. Ibm ha in piano inoltre assunzioni con il crescere della richiesta. Si tratta del primo centro aperto negli Usa ed è parte integrante di una rete globale di Centri di analisi già inaugurati l’estate scorsa a Berlino, Pechino e Tokio, e durante l’inverno a Londra e a Washington Dc. Il centro di New York supporta enti governativi, università e istituzioni, ma anche banche e istituti finanziari che vogliano avere una visione migliore e più chiara, ad esempio, dei margini di rischio. La collaborazione del centro newyorkese è stata estesa anche al dipartimento dei vigili del fuoco della città e al Beacon Institute per lo studio di fiumi ed estuari (con particolare attenzione all’andamento dell’Hudson), per poterne valutare movimenti e possibili rischi.