Ibm, soluzioni server e storage per piccole e grandi imprese

Ibm ha fatto proprio le cose in grande stavolta. Con le sue nuove e perfezionate 55 tecnologie server e storage, annunciate in questa ultima parte dell'anno, ha messo bene in chiaro sia il proprio vantaggio competitivo - nella prima metà del 2011 sono state 1.485 le aziende che hanno abbandonato le piattaforme dei concorrenti per passare a Ibm - sia la sua strategia di puntare su un settore che alcuni considerano una commodity. Tra le ultime novità, dal 16 dicembre sarà disponibile la tecnologia Ibm che consentirà agli utenti dello zEnterprise di integrare le applicazioni Windows nell'ambiente mainframe. «Ibm investe ogni anno 6 miliardi di dollari in Ricerca e Sviluppo, di cui la metà nell'hardware - spiega Enrico Cereda, vicepresident Systems and Technology Group di Ibm -; l'hardware è importante per Ibm e per i suoi clienti perché le aziende da una parte devono gestire la complessità di un'infrastruttura It sempre più complessa, dall'altra devono riuscire a trarre vantaggio dal volume crescente delle informazioni. L'altro paradigma è un budget per l'IT che non cresce. Le imprese devono trovare quindi delle soluzioni che garantiscano efficienza, affidabilià, flessibilità, ritorni sugli investimenti. E Ibm, con la sua gamma di offerte, va incontro a questa esigenze. Ma il vero problema è la produttività, investire nell'ItT porta a una crescita di produttività per le aziende e per l'intero Sistema Paese, basta guardare l'esempio di nazioni come Francia, Germania e Regno Unito per rendersene conto. C'è una relazione diretta tra investimenti in It e produttività: l'Italia non ha investito negli ultimi anni in It e ora sconta questa mancanza con un deficit di produttività».
Le grandi aziende e le banche hanno capito l'importanza dell'It e continuano a investire, soprattutto nell'area della gestione dei dati e nei servizi in modalità Cloud, mentre c'è ancora da fare nel settore pubblico e nelle pmi. «Tra le ultime novità annunciate, abbiamo reso disponibili nuove tecnologie ottimizzate per la gestione sicura dei dati, molte delle quali sono ideali proprio per il cloud computing e la business analytics, aree che danno benefici concreti e immediati alle aziende - continua Cereda -; assicuriamo al cliente soluzioni di consolidamento che lo aiutino a gestire la complessità, con il controllo dei costi e con la protezione delle risorse It preesistenti. Anche in caso di migrazione da una piattaforma concorrente - abbiamo dei programmi ad hoc - il cliente ha assicurata la continuità e l'evoluzione dell'infrastruttura It, e sa con precisione quali saranno i vantaggi e quando potrà fruirne».
Quello dello storage e della gestione del dato è diventato un fattore strategico di sviluppo per le aziende di ogni dimensione. I dati sono sempre più eterogenei e spesso sono destrutturati ma rappresentano una fonte preziosa di informazioni per le strategie di marketing, per conoscere meglio le esigenze dei clienti e anticiparne le aspettative.
Un esempio su tutti è Facebook dove vengono gestiti 30 miliardi di contenuti. In questo contesto è ovvio che lo storage diventa sempre più un'area chiave per le aziende di ogni dimensione, come ci ha confermato la grande affluenza - al di là di ogni aspettativa - di imprese e partner all'ultimo Storage Forum organizzato da Ibm a Roma e Milano. «I partner rimangono per noi determinanti - sottolinea Cereda - continuiamo a investire sulle loro competenze e li supportiamo con risorse dedicate proprio perché hanno un ruolo chiave soprattutto nel mercato delle piccole e medie imprese. A proposito di storage, vale la pena ricordare che ultimamente abbiamo inserito nella nostra organizzazione 25 persone in più dedicate ai nostri partner attivi nell'area storage. Con la soluzione Storwize V7000, pensiamo di avere un prodotto davvero vincente per il mercato delle piccole e medie imprese. È una soluzione completa che prevede hardware, software e servizi. Siamo gli unici in grado di offrire soluzioni realmente integrate di hardware, software e servizi, un tema molto critico per ogni impresa che vuole affrontare seriamente un percorso di consolidamento e virtualizzazione».