Ibra e Trezeguet non segnano E Capello si coccola Del Piero

Il tecnico esclude crisi, ma nel 2006 i due sono ancora a secco. «Piuttosto guardate Alex, un giocatore trainante». Oggi anche la Seredova in tribuna

Alessandro Parini

da Torino

Una Torino sommersa dalla coltre bianca non ha impedito alla Juventus di svolgere l’ultimo allenamento al centro Sisport, un po’ in palestra e un po’ su una fetta di campo opportunamente sgomberata: figuratevi se un perfezionista come Capello avrebbe potuto lasciare i suoi senza allenamento di rifinitura. Poi nel pomeriggio, quando la neve si è trasformata in pioggerellina, solito aereo a disposizione e via verso Ascoli. «Trasferta insidiosa», si è cautelato Don Fabio facendo i complimenti a Giampaolo. «Di sicuro, tra gli allenatori giovani, uno dei migliori. Su quel campo non è facile passare per nessuno: lo ha fatto solo la Fiorentina, giocando in un impianto a porte chiuse». Oggi, al contrario, ci sarà una gran folla e magari in tribuna siederà anche Alena Seredova, annunciata ospite d'onore ieri sera a Grottammare, non lontano da Ascoli, in un ritrovo notturno alla moda: motivo in più per andare allo stadio, insomma. Capello, di tutto ciò, non si cura minimamente: lui pensa ai tre punti e stop. Campanelli d’allarme dopo il ko in coppa Italia contro la Roma? «Nemmeno per sogno – è la risposta -. Ho rivisto la partita, la differenza l’ha fatta la concretezza sotto porta: loro hanno realizzato tre delle quattro occasioni create, noi solo due».
Difesa su tutta la linea. Nessuna ombra, allora. Nemmeno Trezeguet e Ibrahimovic che nel 2006 non sono ancora riusciti a segnare: «Loro due in crisi? Non scherziamo: dite così solo perché non fanno gol, ma a me interessa che la squadra segni e vinca. Piuttosto, parliamo di Del Piero: in questo momento è un giocatore trainante, sta molto bene sia dal punto di vista fisico che psicologico». Motivo per cui, non è da escludere che il capitano oggi scenda in campo dal primo minuto, magari al posto del francese un po’ spaesato di questi tempi. Del resto, era quasi inevitabile che il francese smarrisse un po’ di smalto: prima di Natale era andato a segno per nove turni consecutivi di campionato, una specie di precisissimo impiegato del gol. Dopo le feste, non ha ancora alzato le braccia al cielo per gioire personalmente. Nulla di preoccupante, ma il dato c’è e, viste abitudini precedenti, un minimo di rumore lo fa. Così come, nel tabellino dei marcatori, Ibrahimovic non compare dal lontano 19 novembre, giorno della perla contro la Roma all’Olimpico: fuga di trenta metri dopo un colpo di tacco a metà campo, palla all’incrocio e “mamma mia” urlato in eurovisione.
Del Piero, in compenso, sta come meglio non potrebbe: sei gol nel 2006 e tanti saluti alle critiche. Per il resto squadra fatta, con la probabile conferma di Balzaretti e Zambrotta sulle fasce. E Zebina, il cui sfogo ha indispettito Moggi? «È convocato – la replica di Capello -. Decido io se farlo giocare o no: veti societari non ne esistono, i giocatori sono a mia disposizione e il loro utilizzo dipende solo dallo stato di forma di ognuno». Poi, a giugno, si potrà anche divorziare. Magari dopo avere festeggiato insieme qualche altro trofeo.