«Ibra sarebbe importante» ma Allegri punta su Dinho

nostro inviato a Milanello

«Huntelaar vattene a Marsiglia, ti ci porto io oltre frontiera». L’invito è arrivato forte e chiaro da un tifoso durante l’allenamento, Klaas tiene duro, Massimiliano Allegri dice che non è un problema ma per i tifosi c’è già un colpevole se Ibrahimovic non dovesse arrivare al Milan.
«Io lo vedo sereno - dice Allegri riferendosi a Klaas -. Lui si allena con intensità, deve dimostrare di essere un calciatore da Milan così come anch’io devo dimostrare di essere un allenatore da Milan. Questa vicenda per lui deve essere uno stimolo in più».
Vigilia di Milan-Juventus, 20º Trofeo Luigi Berlusconi a San Siro, l’argomento è Ibra, forse arriva. Ariedo Braida non ha bollato come impossibile una conclusione positiva, specie se il Barcellona dovesse regalarlo, Adriano Galliani ha ripetuto che arriva qualcuno se parte qualcuno. Ma non ce n’è uno di quelli con il foglio di via in mano che abbia intenzione di togliere le tende. Dice Allegri: «In questo momento parlare di Ibrahimovic non ha senso, io sono per le cose concrete. Ibra è sempre stato un campione, ha dimostrato e sta dimostrando che sarebbe importante, ma parlo solo dei giocatori del Milan. Lui è un campione, non lo scopro io, ma davanti noi abbiamo Pato, Inzaghi, Huntelaar, Borriello e Ronaldinho, ci sono tante cose da vedere. Sia che arrivi, sia che non arrivi, sono contento della rosa che ho, una rosa competitiva».
Ma non ci si schioda dal discorso Ibra che in caso di approdo potrebbe creare turbamenti all’interno dello spogliatoio, secondo quanto aveva adombrato Silvio Berlusconi nel giorno del raduno. Allegri non vuole inciampare su una doppia ipotesi, l’arrivo di Ibra e il suo delicato inserimento: «Problemi nello spogliatoio derivanti da Ibra? Io conosco Ibra sul piano tecnico, per quello che gli ho visto fare sul campo. Non lo conosco dal punto di vista umano e le persone prima vanno conosciute, poi si danno i giudizi».
Per spostare il tiro Allegri ha dovuto svelare sei quinti della formazione che affronta la Juve: «In porta Abbiati, Papastathopoulos affianca Thiago Motta al centro della difesa, davanti giocano Ronaldinho, Borriello e Oduamadi». Grandi parole di elogio e speranza per Ronaldinho al centro del progetto ambizioso di questa stagione assieme a Pato peraltro assente come Nesta questa sera. Non convocati Oddo, Kaladze, Jankulovski e Adiyiah, all’obiezione di non averli mai utilizzati, e quindi di non essere in grado di valutarli, Allegri ha risposto secco: «Devo fare delle scelte. E poi magari le miei scelte sono sbagliate». Non convocato anche il neo acquisto Kevin Prince Boateng, ecco la spiegazione: «Gran giocatore, può fare l’interno di centrocampo sia sinistro che destro, giocando a tre avevamo bisogno di uno con le sue caratteristiche, però ha fatto poche sedute per giocare contro la Juventus».
Epurato dagli elogi agli avversari di questa sera, è il finale il pezzo scoppiettante: «Partiamo alla pari con Roma, Juventus e Inter. Questa non è una squadra vecchia, è solo una squadra che ha vinto molto. Se Mourinho mi mancherà? Può mancarmi mia figlia, una bella donna, ma lui no. Se così fosse sarebbe grave, sarebbe un bel problema».