Ibra scatenato: Materazzi e Moratti parlano troppo di me»

L'attaccante rossonero replica alle punzecchiature interiste. «Forse io interesso loro, ma loro non interessano a me». E sul pallone d'oro: «Lo avrei dato a Sneijder, ma è tutta una questione politica»

Parlate, parlate, che poi vi sistemo! Figuratevi se Zlatan Ibrahimovic non aspettava il momento giusto per colpire. Moratti, Materazzi ed anche altri hanno detto la loro sul ritorno di Ibra e sulla sua vita nerazzurra. Bene, ora sono seviti. «Materazzi parla un po' troppo di me, così come Moratti. Si vede che io sono ancora molto importante per loro. Io invece non parlo mai di loro, si vede che non sono importanti per me». Così Ibra, oggi sponda Milan, torna sul suo passato nell'Inter in un'intervista a "Studio Sport XXL" in onda domani alle 00.45 su Italia 1.
Lo svedese commenta anche l'esclusione di Wesley Sneijder dal podio per il "Pallone d'Oro": «È triste che Snejider non vinca il Pallone d'Oro, dopo quello che ha fatto nella scorsa stagione, Mondiale compreso. Ma ormai quel trofeo è diventato una questione solo politica ed è per questo che a me non interessa più vincerlo: preferisco vincere con la squadra».
Ed appunto a questa impresa si sta dedicando con gran profitto, come dimostra sul campo. Magari facendosi rimpiangere dai "senza carattere"(così ha fatto intendere Moratti in questi giorni) dell'Inter. «Non temo nè Inter, nè Juventus, nè Roma: nessuno. Stiamo già dimostrando di essere i più forti, dobbiamo solo continuare così e il Milan vincerà tutto».
Ai rossoneri, Ibra giura fedeltà a vita: «Ho capito dal primo giorno che sono arrivato qui, dall'atmosfera che c'è intorno a me, che il Milan è la mia squadra dove finire la carriera e dove poter vincere tanto. Non è vero che la squadra è Ibra-dipendente, ognuno di noi dipende dagli altri compagni». Anche all'Inter diceva così.