Ibra se la piglia con l’Inter: "Solo io ho difeso Suazo"

Per evitare una squalifica pesante all’attaccante espulso la società invia la prova tv all’Uefa. Il precedente di Grosso

Milano - Più diavoli che santi. E questo per l’Inter è un controsenso. Nervi tesi e per l’Inter «camomilla» di certi avvii di partita è un altro controsenso. Ma non una novità. La Champions troppo spesso riscalda gli animi nerazzurri. Negli ultimi tre anni sono finiti sotto squalifica ben dodici giocatori, a cui va aggiunto un derby sospeso, una sorta di linciaggio al gioco del calcio. L’altra sera è tocccato a Chivu e Suazo, due volti nuovi, non proprio un bel modo di presentarsi. Come spesso accade all’Inter, espulsioni senza alcun crisma di normalità.

Chivu, da quando è arrivato, non smette di combinare guai (ora si prospetta un altro braccio di ferro con la sua nazionale) e Suazo continua a sbagliare gol in quantità ma, dice lui, non ha fatto niente di male nell’ultimo contrasto della partita con il Psv. L’arbitro Vassaras ha visto un gomito levato, come tanti. Mancini e giocatori negano. Ibrahimovic si è infuriato e scatenato per salvaguardare il compagno: contro l’arbitro che, a suo dire, non ha capito nulla, ma anche contro chi doveva difendere il giocatore e non l’ha fatto. Dito puntato sulla società o chi doveva rappresentarla. Scena di pochi attimi, la rabbia del giocatore si è vista anche in tv. «Io ci sono sempre quando i compagni hanno bisogno. Ho difeso Suazo perché i miei compagni mi difendono sempre», ha detto Ibra, preso dall’animo crocerossino. Ieri era il suo compleanno, 26 anni festeggiati splendidamente, due gol, la solita (ormai va di moda) doppietta, ancora una volta leader. Fors’anche per questa ragione, per un carattere che non si nega mai la parola in più (quest’estate un’intervista in compagnia di Moggi, con tanto di critiche, fece storcere il naso), Ibra ha fatto notare che non toccava solo a lui difendere Suazo. «L’ho fatto io, doveva farlo anche qualche dirigente. Comunque sono cose che succedono. Non è un problema». Nel mondo ci sono leader e soldatini.

Chiusa lì, se l’Inter non avesse meditato. La notte porta consiglio e, ieri, il direttore generale Ernesto Paolillo ha dato il segnale della controffensiva. «Ibra è andato ad aiutare Suazo, è normale che i leader si espongano. Per Suazo faremo ricorso e chiederemo l’utilizzo della prova tv». Detto e fatto. L’Inter proverà a convincere l’Uefa inviando filmati e prove a discolpa alla commissione disciplinare europea (decisione probabile a metà ottobre). Suazo rischia fino a tre giornate. Gli avvocati nerazzuri vogliono dimostrare che l’arbitro ha preso un abbaglio vedendo la gomitata. Forti di un precedente: l’anno passato Grosso venne punito con due turni di squalifica, dopo la sfida persa con il Bayern. L’Inter presentò il filmato tv dimostrando che il giocatore aveva sgambettato Sagnol, ma non colpito al viso come voleva dimostrare il giocatore francese con una gran sceneggiata. E la squalifica venne ridotta ad una giornata.