Ibra trascina l'Inter alla vittoria. Roma, pari d'oro

Grandissimo lo svedese che con una doppietta schianta il Cska. Due gol anche per Cambiasso. <strong><a href="/a.pic1?ID=219095">Giallorossi: &quot;gollonzo&quot; di Pizarro a Lisbona</a></strong>

Milano - Pazza e divertente, ovvero l’Inter che conta. Strapotente, ovvero l’Inter made in Ibrahimovic. Operaia e concreta, ovvero l’Inter trascinata da Cambiasso. Quattro gol al Cska, ovvero il doppio dell’andata. Benché anche i russi abbiano raddoppiato il numero. Ibra e l’argentino sono stati straordinari goleador che hanno ripagato tutti (non proprio tanti i tifosi a San Siro) del prezzo del biglietto. Ibra alla Van Basten, Cambiasso un po’ maradoniano. Partita dalle mille facce e le tremila emozioni. Ed ora Inter quasi a posto, Cska già fuori dalla Champions.

Tutto in novanta minuti. Meraviglioso tourbillon di colpi di scena: per almeno una ventina di minuti del primo tempo Inter-Cska è stato un giallo, una partita a scacchi giocata con qualche svarione, l’inno al «non perdetevi il finale». L’Inter, fatta forte dall’esperienza dell’andata, ha cercato di metter subito i russi con le spalle al muro. Ibrahimovic e Maicon hanno dato i primi squilli, ma il Cska aveva studiato bene. Con la forza dei suoi giocatori laterali, e la bontà calcistica dei brasiliani, ha cercato di conquistar campo come si trattasse di una partita di rugby. L’Inter, troppo operaia nel suo gioco del centrocampo, ha docilmente accettato lo scambio delle parti e alla lunga ha pagato. Esattamente come all’andata: grandi sofferenze sulla sua fascia sinistra dove viaggiavano Chivu e Maxwell, non sempre portentosa su quella destra. Dopo venti minuti San Siro ha vissuto la stessa situazione dell’andata: gran filare di Jo tanto da ubriacare Samuel, scambio con Vagner Love e sinistro a demolire Julio Cesar e tutta l’affannata difesa. Capitò anche a Mosca, ma da quel gol nacque l’immediata riscossa dell’Inter. Qui c’è voluto di più e di peggio. Il centrocampo ha continuato ad ansimare, Ibra s’è fatto largo come un poderoso All Black pur di sparare cannonate. Ci ha provato tre volte: niente. Anzi peggio, quando il Cska ha sfruttato le solite disattenzioni interiste ed ha infilato uno spettacolare contropiede concluso da Vagner Love: pasticci di Cordoba e Dacourt, colpo secco del brasiliano birichino, come quando vuol far gol con le donne.

A quel punto l’Inter ha cominciato a grattarsi la crapa e Mancini ha invertito Samuel e Chivu nella postazione difensiva. C’è voluto un attimo, esattamente due minuti perché Chivu pescasse il piede di Ibra, appostato dietro tutti (ma non in fuorigioco) per segnalare il tempo della riscossa e ci sono voluti due minuti e trenta perché Cambiasso scatenasse il suo istinto da killer, sbucando in area solitario e ben smarcato da una finta di Crespo.

Ecco l’Inter e la sua follia: quattro minuti per rimettere in sesto la partita e dedicarsi all’idea di vincerla. Fino al termine del primo tempo Ibra e gli altri hanno tempestato l’area avversaria, provato di tutto e sbagliato di tutto. Cambiasso, dopo 18 minuti della ripresa, s’è mangiato l’occasione da zero in condotta: splendido cross di Zanetti e lui ci mette la testolona e sbaglia direzione. Roba da crepacuore.
Ma l’Inter ieri sera aveva deciso di divertirsi a modo suo. Qualche svarione eppoi il gran finale pieno di bagliori. Entra Cruz in tempo per servire l’assist di tacco a Cambiasso. E sono tre gol. Ibra continua a giocare da assatanato e trova il colpo da lasciare tutti a bocca aperta. Lascia di sale Grigoriev, fuor dell’area, e calcia come solo gli dei del calcio sanno: pallone nell’angolo che potrebbe bucare la rete tanto fila veloce e preciso. Uno spettacolo che vale l’undicesimo gol stagionale e la qualificazione praticamente fatta per l’Inter.