Ibracadabra fa la magia e l’Inter brutta torna bella

Lo svedese ha preso per mano la squadra. Julio Cesar dà sicurezza, Zanetti una cassaforte, Cambiasso soldato

nostro inviato a Siena

Difesa imbarazzante, Ibra delle meraviglie, Cambiasso goleador che conta, arbitro dalla credibilità latitante. Siena-Inter in quattro flash, senza cambiare la sostanza: nerazzurri in difficoltà, ma sempre più forti di tutti. Per ora imbattibili, grazie anche ad un centrocampo che non ti lascia mai senza il minimo garantito.
INTER
7 JULIO CESAR. Regala alla squadra la forza dei nervi distesi. Interventi decisi e talvolta decisivi. Evita due gol facendo sbiancare Corvia e Maccarone.
4,5 MAICON. Assenza (mentale) non giustificata. Sta in campo ma guarda le stelle: in campo e fuori. Si fa sorprendere in almeno tre occasioni. Difensivamente sembra tornato il pollo dei primi tempi. Dicono sia colpa di un problema muscolare: in effetti in attacco non ha mai acceso il turbo. (dal 1’ st STANKOVIC 5,5). Dignitoso, per essere tornato al primo giorno di scuola. Corre ma fa molta accademia. Un po’ insipidino.
4,5 CORDOBA. Talvolta le gambe s’ingrovigliano come una matassa e sono dolori. Spesso fuori tempo, sorpreso sul primo gol del Siena. Fa ammissione di colpa dichiarando l’autogol. Sembra un acchiappa farfalle senza la retina.
6 MATERAZZI. Si agita e si sbraccia, si intravede ancora qualche ruggine fisica. Ma diventa un muro quando gli altri sbarellano. Fa spaventare gli avversari e tanto serve per salvare una difesa tremolante.
6 MAXWELL. Predilezione per il gioco da operaio specializzato: mai grandi cose ma sempre utile nei momenti che contano. In difesa soliti affanni. (dal 37’ st BURDISSO sv.). Si apposta sulla destra e vigila.
6,5 ZANETTI. Palla a lui e palla in cassaforte. Spettacolare quando scivola fra gli avversari che cercano di strappargli il pallone: impossibile. Deliziosa specialità della casa a cui associa un continuo lavoro di tamponamento. Dopo tanto tempo è tornato perfino a fare il terzino.
6,5 CAMBIASSO. Aveva chiuso il 2007 con un gol al Milan, lo ha riaperto replicando l’idea: stavolta è stato spettacolare per tempismo. Ha l’animo del marines che va sempre all’assalto. Appena possibile guizza via.
6 CHIVU. Ormai gioca da centrocampista di lunga milizia. Garantisce tempismo e buona copertura. Qualche imbambolamento difensivo.
5,5 JIMENEZ. Ancora impegnato nel digerire il panettone. Nei momenti di sveglia ripropone i suoi guizzi di classe. Riesce ad esser decisivo solo in occasione del secondo gol. (dal 27’ st Pelè sv.).
7,5 IBRAHIMOVIC. Non ha bisogno di mostrar il colore delle scarpe (arancioni) per segnalare la presenza. Fa di tutto e di più. Segna e propone assist. Il solito Ibra delle meraviglie.
6 CRUZ. Gli manca il guizzo da gol. Propone la sua pericolosità, sbuca in area quando lo cerchi, va a caccia di rigori e vien premiato per quello meno credibile.
6,5 MANCINI. Deve aggiustare la difesa, anche se la squadra ormai innesta il pilota automatico e va.
ARBITRO: GIRARDI 5. Non rovina la partita perchè l’Inter è la più forte. Non mantiene la stessa linea di giudizio su rigori dati e non dati. Concede il meno credibile, sorvola su altri: a favore di Cruz, due volte, e Locatelli. Perlomeno pasticcione.